Recensione Liquido Pronto: Arp 1996 (Green Fog) 40 ml – ricevuto dal produttore

Base dichiarata: 20 PG / 80 VG

Lotto: S201709

Nico: 0 mg/ml

Data scadenza: 03/2019

Devices: Rx200 + DDP Thyphon singlecoil 0,30 ohm (ss316L 0.46mm 25 awg) con cotone organico giapponese.


Eccoci pronti per recensire Arp 1996 dell’italianissimo marchio Green Fog.

Il confezionamento di questo nuovo prodotto della linea Electro rispecchia, le caratteristiche di altri e-liquid della stessa linea già recensiti qui in The Flavourist. Il formato Mix Series prevede un e-liquid da 30 ml (0 nicotina) venduto in associazione (qualora lo si desideri) ad una base da 10ml con nicotina. La Nitro Nix. Le boccette in PE sono dotate di sistema child proof e contagocce a punta stretta. Il prodotto rispetta fedelmente i dettami della più attuale normativa europea. “TDP ready” dunque.

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Il produttore descrive così Arp 1996:

Un’insalata fresca di frutti rossi con uva fragola, frutti di bosco, ribes nero, gelso e un pizzico di menta piperita.

La linea Electro di Green Fog si ispira alla musica elettronica. Infatti l’Arp è un noto marchio di sintetizzatori nato agli inizi degli anni settanta. La Arp Instruments. Non esiste, in realtà, un prodotto della Arp marchiato 1996. L’azienda fallì nel 1981 per problemi finanziari (bancarotta) legati ad un infelice marketing di prodotto che li portò ad investire tutte le loro risorse nella produzione e distribuzione dell’ Arp Avatar. Un ottimo sintetizzatore controllato da chitarra. Purtroppo il mercato non premiò questa scelta e la vita del marchio finì. Avrebbero meritato una sorte migliore e questo lo sanno molti musicisti internazionali. A dire il vero… questi sintetizzatori sopravvivono ancora oggi. Come insostituibile antiquariato musicale, ma sopratutto nel campo degli “strumenti virtuali” connessi a sintetizzatori digitali di nuova generazione. Ma questa è un’altra storia.

All’esame olfattivo Arp 1996 restituisce note indubbiamente singolari proprie della “ricetta” di uva fragola e frutti rossi… quasi indistinguibili all’olfatto. A dire il vero, solo il gelso mi appare “sfuggente”. Uva fragola, frutti di bosto vari ed il ribes, incarnano un mix olfattivamente… già proposto da molti marchi. Difficile da dimenticare, ma quasi impossibile isolare le note di ciascun ingrediente. Purtroppo, l’associazione di questi frutti con menta e sopratutto koolada (si Koolada!) genera – a livello olfattivo – una sensazione pari all’annusare frutta stantia. So bene che questo sembra penalizzare questo prodotto. Purtroppo è proprio quello che spesso accade. Spesso, non sempre… e gli ingredienti li sceglie il produttore!

Arp 1996, alle prime boccate del test di vaporizzazione, non si presenta bene. Concedetemi però il tempo di riportarvi delle dovute precisazioni. Durante le primissime boccate prevale sul gusto, un colpo mentolato che ha un effetto coprente sugli altri ingredienti. Ingredienti che restituiscono un “effetto gummy”, in fondo tipico di questo mix di ingredienti (Uva fragola, frutti di bosto vari, il ribes…). L’uva fragola, sopratutto, è alla base di quella velatura “grape” tipica delle caramelle gommose di cui il mondo dello svapo è… saturo. Questo corpo mentolato, descritto dal produttore come “menta piperita”, mi appare rafforzato da koolada. Una scelta discutibile (in alcuni casi), ma che spesso trova delle valide giustificazioni. Non è stato forse utilizzato un aroma alla menta piperita particolarmente elegante, ma il rinforzo alla koolada (se la mia esperienza non mi inganna) è un tentativo (riuscitissimo) di coprire quelle note erbacee che spesso emergono nell’utilizzo di mentolati. La koolada poi amplifica molto la sensazione di freschezza con il suo effetto ghiacciato, riequilibrando così quelle sensazioni ricercate… quando degustiamo e-liquid fruttati a potenze medio alte.

La cosa più importante da comunicare è che questo effetto tende a svanire presto e del corpo mentolato si apprezza, in seguito, l’equilibrio. Ma quella sensazione di frutta stantia (che brutto termine!), permane più a lungo, sino al concentrarsi attentamente nella degustazione degli altri ingredienti. Arp 1996 se consumato con attenzione è in grado di offrire grandi soddisfazioni agli amanti del genere. Permene però la forte sensazione che il suo stile sia più aderente a quello di tantissimi e-liquid che rievocano il gusto di caramelle gommose alla frutta. Non concordo infatti (citando la descrizione del marchio) con l’idea di una “insalata fresca”.

Abbiamo già recensito e-liquid che riuscivano a rievocare questa “insalata fresca”. Per farlo, secondo una ricetta classica utilizzata in tutto il mondo, sarebbero necessari altri ingredienti. Cocomero o sapido cetriolo, ad esempio, o l’anguria. Che insalata è… se ci sono solo frutti!? Una macedonia? Forse. Ma è più corretto considerare Arp 1996 come una gommosabella fresca. O un cocktail frozen ai frutti di bosco. Apprezzabile la persistenza aromatica del prodotto e il moderato effetto fresco e piccantino. Un effetto che trascina a lungo le velature gentili degli altri ingredienti, senza stancare, come spesso accade con e-liquid di questo genere. Grande vaporosità.

La riconoscibilità degli ingredienti, sopratutto l’aroma gelso, resta sfuggente. Ma cosa lega questo e-liquid al nome ARP? Il gusto è effettivamente “sintetizzato”, vivace, dinamico, ma… banale. Forse solo perchè siamo sin troppo abituati ad incorniciare questa gamma di sapori, come… ho già dello che è una caramella gommosa di frutta di bosco!? Quelle delle fiere di paese.

Pro: Molto più bilanciato, nel suo genere, di altri prodotti in commercio con questo stile.

Contro: Insalata mancata. Macedonia mancata… non ci mancherà di certo.

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