A volte i casi della vita trasformano gli inconvenienti in opportunità inaspettate. E’ così che da un pacchetto smarrito con alcuni liquidi da recensire siamo arrivati a conoscere direttamente Roberto Baldini e Filippo Zini che ci hanno aperto le porte della loro azienda. Non lo nascondiamo, è la nostra prima visita ufficiale nello stabilimento di un produttore di e-liquids e chissà che in futuro non possa ripresentarsi l’occasione di essere ospitati da altre realtà del settore. Ma non divaghiamo e torniamo a noi, dicevamo, Roberto Baldini e Filippo Zini, in arte Bandz.

Roberto, Filippo, passeggiamo. Ormai ci conoscete bene, siamo curiosi per natura. Da cosa nasce il nome Bandz?

Roberto: dalle rispettive iniziali dei nostri cognomi: B=Baldini and=e Z=Zini

Un nome breve, semplice, ma di sicuro impatto, ha una sonorità che dà l’idea di un’azienda giovane, dinamica e proiettata verso il futuro. Prima però di parlare di futuro, Roberto, ci racconti un po’ la storia di Bandz?

Roberto: BandZ è nata originariamente per agevolare le esportazioni di aromi ed ingredienti alimentari da Baldini Trading srl e Essential srl verso i paesi del nord Africa, prima che la “Primavera Araba” congelasse il business verso queste destinazioni. Fu così che nella seconda parte del 2011 uno dei primi operatori del settore ci chiese di mettergli a punto una serie di liquidi da destinare allo svapo e, vista la nostra esperienza, fu entusiasmante approcciare questa nuova avventura con la professionalità maturata nel settore degli aromi alimentari.

Un importante know-how nel settore degli aromi alimentari che raccoglie la sfida suggerita dal mondo del vaping. Questo significa anche crescere, avviare una nuova ricerca, lavorare su concetti nuovi in un mercato che va veloce. Aspettative, quelle dei consumatori, talvolta “capricciose”. Cosa esattamente avete potuto portare in Bandz della vostra precedente esperienza? Un’esperienza che, ci sembra di capire, è da voi condotta tuttora in parallelo alla produzione di e-liquid.

Filippo: La qualità dei prodotti immessi sul mercato, accompagnata fin dall’inizio della nostra avventura da certificazioni ISO 9001 e ISO 14001 e che tutt’oggi, la maggior parte dei nostri competitor, non possiede.

Sappiamo ormai che in questo settore esistono veri produttori e meri miscelatori di e-liquid. Entrambe le “categorie” propongono i loro prodotti ai consumatori. Spesso però i consumatori  ignorano chi ci sia realmente dietro un prodotto. Possiamo spiegare dunque chi è Bandz e cosa c’è dietro i prodotti da voi proposti al mercato del vaping.

Filippo: All’inizio dell’intervista abbiamo fatto presente che BandZ era nata per creare un unico polo di riferimento per l’esportazione di prodotti, quali gli aromi concentrati e gli ingredienti alimentari: l’esperienza per la creazione di aromi naturali e naturali identici destinati al settore alimentare quindi era ampiamente garantita, come pure era garantito il non impiego di molecole che potessero danneggiare la salute degli utilizzatori – elemento questo ripreso dalla normativa europea che ne vieta assolutamente l’impiego. Chiaramente questa conoscenza, per noi alla base del nostro lavoro, non è stata adottata da produttori d’oltre oceano (vd. uso indiscriminato del Diacetile) né tanto meno da soggetti che pur avendo “naso” non avevano altrettanta preparazione di base ed immettevano nel mercato del vaping prodotti i cui componenti sarebbero dovuti essere comunicati all’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e registrati nel registro dei Prodotti Pericolosi. Qui sta la differenza fra “mescolatori” e BandZ. Noi, creando gli aromi da zero miscelando singole molecole – fino anche ad oltre 100 per crare un’aroma – abbiamo la piena consapevolezza di quel che utilizziamo: ogni singola molecola (ne abbiamo più di 2000) è conosciuta ed utilizzata nella piena consapevolezza e conoscenza della struttura chimica e dei suoi effetti. Diversamente dai “mescolatori”, non ci affidiamo a schede di sicurezza e schede tecniche di aromi prodotti da terzi che, anche solo per la riservatezza di un segreto industriale, possono essere incomplete e non dettagliate. Alle volte mi chiedo chi ha la consapevolezza che il Diacetile (sopra menzionato) può formarsi per reazione con i solventi da molecole ad esso correlate e che quest’ultime quindi non dovrebbero essere utilizzate.

Possiamo permetterci di essere sfacciati? Quanti sono in Italia – assieme a Bandz – i veri produttori? Possiamo fare anche qualche nome di miscelatori?

Roberto: No, non facciamo i nomi, questo riguarda le Autorità preposte ai controlli. Tanto più che il recente 23 marzo c.a. Aams ha diramato un Decreto Direttoriale dove stabilisce “chi” e “cosa” potranno fare parte del nostro settore (Prodotti Liquidi da Inalazione) ed affinché i liquidi commercializzati diano ampie garanzie per la salute di chi svapa (art21 c.6,7,8 e 9 Decr. Leg. 12 gennaio 2016 n.6).

Comprenderanno i nostri lettori che su questo argomento ci preme soffermarci. Da recensori (a differenza di altri) sappiamo bene che è fondamentale, recensendo un prodotto, guardare ad uno spettro più ampio di informazioni. The Flavourist ha parametri di valutazione molto rigidi anche se questo è un aspetto che spesso non traspare dai nostri articoli. Dai nostri test, soprattutto quando recensiamo l’intera gamma di un marchio, è tangibile la differenza tra produttore e miscelatore. Ma al di là del risultato, al di là di quello che è il gusto percepibile dalla vaporizzazione di un prodotto, esistono altri aspetti fondamentali, per esempio aspetti che hanno anche a che fare con la sicurezza di quanto acquistato. Cosa può garantire un marchio produttore (vero) come Bandz ai propri consumatori? Non sarebbe utile e opportuno introdurre una denominazione richiesta per legge per informare in qualche modo i consumatori?

Filippo: Riteniamo che la TPD recepita in Italia dal Decr. Leg. 6/2016 e le recenti disposizioni del Decreto Direttoriale Aams oltre a confermare le verifiche qualitative che vengono demandate al negoziante, che a sua volta deve richiederle al produttore e/o importatore e/o distributore inerente l’elevata purezza” dei componenti dei liquidi acquistati, impone quale unica fonte d’acquisto il “Deposito Fiscale” autorizzato preventivamente da Aams. La TPD tuttavia resterà “zoppa” a mio parere fino a quando controlli seri sugli e-liquid basati su protocolli analitici certificati UNI non avranno inizio. Ad oggi io non ne ho notizia alcuna.

Roberto, secondo te al momento qual è la percezione che hanno i vaper italiani di Bandz?

Roberto: Io parlerei di chi conosce BandZ, che fin dall’inizio dell’attività ha aiutato, con i suoi liquidi, chi voleva smettere di fumare. Questi sono i soggetti che nel tempo sono rimasti fedeli al nostro marchio. Meno tutti quei vapers che affascinati dalla novità hanno posto meno attenzione all’aspetto qualitativo dei liquidi. Ora le linee guida dettate da Aams sono più definite e lasciano meno spazio agli improvvisati ed a cambi di miscelazione e di aromatizzazione, in quanto il rispetto delle tempistiche  dai 6 agli 8 mesi – due mesi sono il periodo di tempo che necessita fra la preparazione, le analisi e la notifica europea, mentre i rimanenti sei mesi decorrono dalla stessa notifica del liquido – rendono meno praticabili certe improvvisazioni.

Lo sapete che la curiosità di The Flavourist non conosce confini. Vogliamo conoscere più da vicino il backstage della creazione di un liquido. Parliamo un po’ del vostro processo produttivo, dall’idea, ai test, alla fase realizzativa. Come nasce un vostro liquido?

Roberto: Sicuramente si deve prestare attenzione alle “tendenze” temporali o ad una idea interna che tenga conto delle aromatizzazioni anche stagionali. Non sempre riusciamo a fare centro ma a volte riusciamo a fornire al mercato delle perle come i prodotti con testimone premiati “per l’innovazione e la ricerca” all’ultimo Vapitaly ovvero all’interno del liquidi, in flaconi da 60ml riempiti con 50ml di liquido senza nicotina, poniamo i prodotti alimentari di riferimento che interagiscono con il liquido stesso: per esempio la bacca di vaniglia del Madagascar, una volta terminato il liquido alla vaniglia, può essere immersa in un liquido tabaccoso, per più periodi di almeno 30 giorni, e conferire allo stesso le note vanigliate cedute dalla bacca….

Continuiamo la nostra chiacchierata e la nostra passeggiata all’interno della realtà Bandz. Roberto e Filippo ci fanno assaggiare così tanti prodotti, che ci pare istintivo porre una domanda proprio sulla gamma nutrita dei prodotti Bandz. Come è strutturata? Da quante linee si compone?

Filippo: L’alto di gamma dei tabaccosi è rappresentato dalla Linea “Prestige Riserva” ottenuta dalla macerazione dei tabacchi d’origine con estrazione ad ultrasuoni e successiva distillazione dei medesimi, una doppia distillazione!!! BandZ Vape è la nostra nave scuola ove oltre a liquidi tabaccosi di varie intensità offriamo fruttati, foglie e spirit. Sia i Prestige Riserva che i BandZ Vape sono liquidi tutti notificati TPD. Inoltre offriamo soluzioni di liquidi fruttati (75vg/25pg) con testimone (n.d.r. all’interno della boccetta viene inserito il frutto naturale caratterizzante caramellato a freddo) destinati ad un pubblico particolare (hard vapers) e liquidi fruttati freschi che si avvalgono dell’effetto “cooling” da noi usato per le aromatizzazioni delle caramelle balsamiche. Una linea speciale l’abbiamo dedicata agli amanti del CBD con l’uso di cristalli, configurato nella linea “Wellness”. Che dire dello “Zoom”: provarlo per credere, un liquido sintetico che racchiude tutte le sfumature del Tabacco Latakya che, a seconda dell’intensità aromatica ricercata dal vaper, può essere svapato allo stato di aroma concentrato o utilizzato in ragione del 10% tale da renderlo un “all day”. Infine, la vasta gamma di aromi concentrati utilizzabili con basi neutre copre tutto lo spettro delle possibili richieste dei vapers.

Le fiere di settore sono un momento di incontro tra produttori e distributori, ma anche consumatori finali. Per un produttore è un importante investimento. Allo stato attuale noi di The Flavourist notiamo sostanziali differenze organizzative tra i vari operatori. Differenze che spesso influenzano il risultato di un evento fieristico. Talvolta tutto sembra trasformarsi solo in una grande festa. Qual’è il vostro pensiero a riguardo?

Roberto: …Il pensiero di BandZ è rivolto a manifestazioni BtoB, ma in questo periodo vediamo molte incertezze sul divenire del nostro settore, stiamo navigando a vista selezionando gli eventi che riteniamo più appropriati per lo sviluppo e la conoscenza dei nostri prodotti.

Roberto e Filippo, grazie mille a nome di TheFlavourist e di tutti i nostri lettori per la vostra disponibilità e per averci aperto le porte di casa mostrandoci come opera una realtà produttiva del settore a noi caro.

Se non al Vapitaly quando ci si rivedrà la prossima volta?

Roberto e Filippo: …Ci terremo sicuramente in contatto.

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