Blendfeel è un marchio italiano di e-liquids e aromi tra i più vivaci e creativi dell’intero panorama italiano. Abbiamo incontrato Mr. Blendfeel ovvero Renzo Cattaneo.

Come è nata Blendfeel? Ci racconti un po’ la sua storia?

È una storia breve se parliamo di un Azienda che è stata costituita nel 2013, un pochino meno se parliamo di svapo. Siamo partiti in un momento nel quale il mercato stava per entrare nella fase calante con un progetto che principalmente aveva l’obiettivo di fare dei prodotti di qualità. Poche risorse ma tanto impegno e passione ci hanno permesso un poco alla volta di crescere. Nel 2013 lo svapo era veramente in una fase oserei dire pioneristica. Si lavorava certamente con cognizioni tecniche ma con la necessità di sperimentare qualche cosa ogni giorno. I liquidi venivano fabbricati con metodi produttivi che oggi non sarebbero più utilizzabili in quanto la progettazione di un mix segue dei protocolli affinati nel tempo che non solo si prefiggono di ottenere un prodotto gradevole allo svapo, ma un preparato chimico con caratteristiche definite e valutate analiticamente in tutto il percorso.
Lo sviluppo dell’Azienda e la sua crescita e popolarità hanno avuto rilievo nei primi debutti internazionali. Al Vapexpo di Parigi del 2014 presentammo la linea Evolution, della quale alcuni prodotti ottennero un grande consenso tra i vapers. Furono tra i primi mix complessi prodotti non solo in Italia ed alcuni sono in produzione anche oggi.
Successivamente all’affinamento delle tecniche di preparazione dei liquidi, alla selezione sempre più severa delle materie prime, iniziammo anche la produzione di aromi. Nell’estate 2014 progettammo e costruimmo un impianto di estrazione con il quale partendo dalle foglie di tabacco agricolo otteniamo estratti aromatici che hanno dato vita alla linea Slowvape. Era un concept innovativo che ambiziosamente voleva introdurre nello svapo il tema dello svapo lento, proponendo l’utilizzo degli estratti esattamente come fossero trinciati di tabacco. Era uno dei primi stimoli alla passione ed alla condivisione posto che l’origine storica dello svapo partiva dalla definizione di sigaretta elettronica. Un nome significativo che tutt’oggi si usa ma credo sia assolutamente improprio e fuorviante.
Quando il governo impose la tassazione ideammo il sistema NTL che consentiva la riduzione dell’impatto fiscale sui liquidi e che ci permise di mantenere un livello produttivo adeguato nonostante quei momenti difficili.
Il seguito direi, con una punta di orgoglio, è stata una crescita continua con l’obiettivo di dare sempre prodotti innovativi e qualificazione del prodotto. L’anno scorso abbiamo investito in un laboratorio di analisi interno con apparecchiature molto sofisticate. Investimento che ci ha permesso di offrire servizi di analisi anche ad altre Aziende ma che principalmente ci ha consentito di alzare l’asticella del controllo di qualità. Credo sia qualcosa di piuttosto raro in valore assoluto a livello di aziende specializzate nella sola produzione di aromi e liquidi per lo svapo.

Oggi siamo anche impegnati con Nutrogenomics in un grande progetto sullo svapo che qualcuno definisce terapeutico, ci stiamo lavorando anche se onestamente pensavo fosse una cosa più semplice, le problematiche sono veramente complesse ed i tempi lunghi ma sono molto fiducioso di chiudere anche questo progetto.

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Come è strutturata attualmente l’azienda? Considerando le diverse linee di prodotti Blendfeel, avete all’interno varie divisioni che si occupano ciascuna delle diverse tipologie produttive?

Lavoriamo in un edificio industriale di circa 1.000 metri quadrati. All’interno della Azienda a parte gli spazi degli uffici amministrativi, della mensa e degli spazi di riunione ogni attività ha una precisa localizzazione e funzionalità nel processo produttivo.
Tieni conto che tutto il ciclo produttivo avviene all’interno dell’Azienda.
A parte gli acquisti di alcune materie prime quali flaconi, PG, VG nicotina e parte degli aromi direi che lavoriamo in regime autarchico. Per mentalità l’indipendenza produttiva è sempre stato un punto fermo e quindi sostanzialmente non terziarizziamo nulla, se servono macchinari o impianti preferiamo acquistarli o crescere come personale.
Ad esempio relativamente al packaging abbiamo assunto un tecnico grafico, acquistato stampanti industriali che ci permettono grande flessibilità e annullamento delle problematiche relative agli approvvigionamenti negli etichettifici.
Visto l’aumento di produzione proprio recentemente abbiamo acquistato altre due etichettatrici industriali, il mese scorso un impianto di inflaconamento automatico.

Blendfeel in Italia è al momento, e siamo sicuri di non sbagliarci, uno dei marchi più conosciuti, rinomati e riconosciuti. Il riconoscimento nel The Flavourist Best of 2016 con l’aroma tabaccoso “Toro” ne è la riprova. Quanto è stato difficile e come siete arrivati a questo risultato?

Grazie della considerazione, direi che il progetto Slowvape dal quale sono derivati prodotti come “il Toro” è partito prima dallo studio dei sistemi di estrazione, orientandoci per un metodo di estrazione a freddo, ricerca delle materie prime di qualità adeguata e una fase sperimentale significativa. L’impianto progettato e costruito da noi funziona con un PLC programmato per fare dei cicli di estrazione il più efficienti possibile dopo i quali si passa ad una filtrazione maniacale che riteniamo fondamentale per consegnare ai vapers dei prodotti di questa tipologia con un basso grado di incrostazione delle coils. Il riconoscimento ricevuto è stata una grande soddisfazione proprio per il fatto che non amiamo e approfittiamo di pubblicità e marketing aggressivo. Preferiamo lavorare più sui servizi ai clienti e sulla qualità dei prodotti e confidando nel passaparola legato al loro gradimento, un sistema più lento ma che ci sta dando sempre più soddisfazioni. Dimenticavo, grazie per avere apprezzato il “Toro”.

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Quali credi siano i reali punti di forza della tua Azienda?

Direi principalmente l’innovazione, la flessibilità produttiva, la cortesia, la rapidità e l’estrema correttezza professionale. Credo di poter dire oggi anche il Know-how. Questo dal punto di vista più operativo, d’altro canto lo spirito aziendale è veramente di ottimo livello. Direi che siamo una bella squadra e soprattutto l’intesa con Emanuela e Danilo funziona.

L’importanza di valorizzare, ora più che mai, il Made in Italy anche nello svapo. Cosa ci dici in proposito?

Direi che ci proviamo, per questo ci stiamo dando da fare con impegno, con il nostro piccolo apporto allo svapo italiano. Ci piacerebbe che in questo settore l’Italia potesse essere considerata come in tante altre attività che l’hanno resa un riferimento nel mondo.

TPD… pensavi ti avremmo risparmiato la domanda? Cosa ne pensi e come si è organizzata Blendfeel?

A dire la verità pensavo fosse la prima …
L’anno scorso, a Vapitaly 2016 abbiamo proposto le anteprime dei nuovi packaging conformi ai disposti della normativa europea. Nei mesi successivi abbiamo affinato i metodi di analisi delle emissioni a caldo mettendo a punto un sistema che credo sia unico nel suo genere. Un attività che abbiamo svolto in partnership con un’altro laboratorio milanese col quale collaboravamo già dal 2014 per le analisi dei prodotti prima di realizzare il laboratorio interno.
Ad oggi abbiamo notificato tutti i premiscelati che commercializziamo che sono peraltro conformi alla TPD da mesi, non abbiamo per fortuna prodotti da smaltire a scaffale da tempo. La questione di cosa ne penso.. direi che è un fatto positivo in quanto obbliga ad un’assunzione di responsabilità che senz’altro seleziona gli operatori e chi crede veramente in questa attività. Credo che, almeno in questa stesura non garantisca la qualità dei prodotti come vorrebbe fare credere e che sia strutturata non tenendo conto di ciò che è il prodotto utilizzato per svapare, sia parlando di sistemi che di liquidi. Infine che sia un elogio alla burocrazia, con tutti i suoi aspetti negativi.

Cosa Ti aspetti dalla prossima e imminente edizione del Vapitaly?

Impronteremo la nostra presenza al B2B, esattamente come fatto Exvapo Napoli, Il Vapitaly è una festa ma anche l’occasione per le aziende di confrontarsi con i propri Clienti di persona. Daremo questo taglio professionale in quanto, seppure la clientela Blendfeel sia già molto informata su quello che facciamo, sicuramente l’opportunità di chiarire il nostro progetto ma anche di ottenere preziosi suggerimenti siano un fatto irrinunciabile. Non ci dimenticheremo ovviamente di tutti vapers che passeranno per un saluto, ma il momento contingente ci fa ritenere che sia prioritario destinare la massima parte delle energie ai rivenditori.

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Siamo giunti quasi al termine della nostra intervista. Domanda secca: ci fai i nomi di alcuni brand o produttori (italiani e non) che apprezzi molto per serietà e qualità del loro lavoro?

Risposta secca: no! Certo non per non voler citare aziende o colleghi con i quali abbiamo anche ottimi rapporti personali ma credo sia più corretto non fare nomi per non rischiare di tralasciare nessuno. Le Aziende italiane che lavorano benissimo ci sono e lo sapete tutti.

Renzo hai già dato il tuo “mi piace” alla pagina Facebook di The Flavourist e invitato tutti i tuoi amici a farlo?

Il like certo che c’è da tempo. Mi fermo lì per gli inviti… non invito nessuno a metter il like neppure sulle pagine che gestisco come Blendfeel.

Hai la possibilità di nominare il prossimo intervistato da The Flavourist. Anche con il tuo aiuto cercheremo di intervistarlo. Chi nomini?

Direi per un legame affettivo e storico che ci ha visti crescere come due ragazzi in questo lavoro Aldo Mastrandrea che con la sua T-svapo è stato compagno di tante esperienze fantastiche.

Grazie mille Renzo per la tua disponibilità e un arrivederci a tra pochi giorni all’appuntamento fieristico del Vapitaly!

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