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Recensione Liquido Pronto:  Mango Pitaya Pineapple (Charlie’s Chalk Dust E Juice) 60 ml

Lotto: n.d.

Nico: 3 mg/ml

Base dichiarata: 70VG – 30PG

Data scadenza: n.d.

Devices: Rx200 + Bellus dualcoil 0,22 ohm (ss316L 0.46mm 25 awg) con cotone organico giapponese.


Il liquido che recensiamo oggi è prodotto dalla Charlie’s Chalk Dust E Juice, ma il nome della linea (che ha un suo sito web dedicato) è Pachamama.  Una linea dedicata ai gusti fruttati. Pachamama significa in lingua quechua Madre terra. Una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l’altipiano andino. È la dea della terra, dell’agricoltura e della fertilità. Divinità o icona (in tempi moderni) alla quale mi sento particolarmente legato. Riconosciuta, come ben sappiamo, da diverse culture nel mondo.

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Il Pachamama oggi recensito è così descritto dal produttore:

Vaping this juice is like being in the tropics and able to smell and pick the fresh mango, pineapple and exotic pitaya right from the trees!

Svapare questo liquido è come essere ai tropici e in grado di sentire e scegliere il mango fresco, ananas e pitaya esotica proprio dagli alberi!

Pachamama 1

La confezione e la boccia è abbastanza elegante. Uno stile sobrio ed invitante molto carino. Assenti il bollino tattile per non vedenti… ma a questo, purtroppo, ci siamo abituati. Eppure… sulla stessa boccetta appaiono icone per la sicurezza che in altri prodotti americani, salvo opera del distributore europeo, non troviamo. Apprezziamo lo sforzo.

Mango, Pitaya e Ananas – sono frutti che non hanno bisogno di presentazione, ma non tutti sanno che la Pitaya è spesso chiamata “frutto del drago” (dragon fruit). Un frutto dall’aspetto affascinante e dal gusto molto particolare.

pitaya

L’esame olfattivo di questo Pachamama svela un liquido dal carattere limpido, indubbiamente fruttato e tendenzialmente dolce. Le note fruttate sono difficili da scindere pur essendo distinguibili. All’olfatto questo liquido sembra affidare alla singolare espressività di ogni frutto le sorti della ricetta. Infatti… è la Pitaya a spiccare, ma stranamente, all’olfatto, le caratteristiche fruttate di ogni ingrediente non sono esplosive come mi sarei aspettato. Voglia di mantenere un aspetto naturale degli ingredienti? Vedremo. Ananas e Mango sono poco espressivi e quasi privi di caratteristiche olfattive incisive alle quali siamo abituati. Piccantezza e velature acide lievi che mi sarei aspettato ben conoscendo ormai le diverse interpretazioni aromatiche scelte dai produttori in questi anni. Ma forse credo di aver compreso il motivo di questa caratteristica del Pachamama oggi sotto esame in The Flavourist.

Wismec RX200S

Con il test di svapo tutto diventa più chiaro. Areazione limitata, potenza al di sotto dei 40w, sono accortezze necessarie quando si svapa un 70-30 fruttato. Per quanto denso, non si tratta di un e-liquid da cloud chasing. Questo Pachamama (Mango, Pitaya e Ananas) si conferma essere costruito sull’aroma Pitaya. Il Mango e l’Ananas sono aromi a corredo, utili a stabilizzare la percezione della Pitaya. Note speziate, quelle del mango, note acide, dolci e morbide, quelle dell’ananas. Eppure, questi due frutti, sembrano aver perso la loro identità. Relegati al ruolo di “correttori” aromatici.

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Ma in questo prodotto, dolcezza e gusto, restano le vere chiavi di lettura. L’impressione esotica di Pachamama è rispettata, pur tradendo in parte le aspettative di un bouquet aromatico variegato. Ingredienti esotici dalla resa… poco esotica. Verrebbe da dire: “ogni produttore interpreta una ricetta a modo suo”. Boccate improntate all’analisi e la degustazione, come in The Flavourist siamo abituati a fare, svelano la mancanza di quella intensa e piacevole speziatura esotica del mango. Peccato. Ma questo Pachamama resta comunque un prodotto gradevole che può colpire l’interesse di molti appassionati di liquidi fruttati. L’interpretazione di un succo di frutta… principalmente costruito sulla Pitaya. Spesso, per aiutarvi alla comprensione di questo aroma, abbiamo parlato di forti similitudini con l’aroma fico d’india (o cactus).

La composizione del Pachamama oggi sotto il nostro esame, è meno dolce di quanto si possa pensare. Il produttore sembra in questo aver voluto pensare ad un target di riferimento diverso da quello del cloud chasing. La base 70-30 parla chiaro. Provando ad innalzare le potenza di svapo noterete un certo aumento della dolcezza, ma anche un forte appiattimento del gusto. Quello che ho notato, purtroppo, è l’emergere di una nota che ricorda il bubblegum. Lieve. Niente paura… è sempre la Pitaya in associazione ad una molecola generica fruttata, spesso utilizzata come esaltatore di gusto. In alcuni mix, la scelta degli ingredienti riesce a mascherare meglio l’uso di quella generica molecola dal gusto fruttato. Se posso permettermi di esprimere un giudizio… mi sarei concentrato più sulla dolcificazione ed avrei cercato di proporre una espressività aromatica degna della frutta maturata al sole tropicale, rievocando così meglio il senso esotico della ricetta. Frutta più matura e polposa. Una esaltazione di note di coda e persistenza aromatica. Purtroppo, proprio questi due aspetti, penalizzano in parte questa ricetta Pachamama.

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Pro: Ingredienti interessanti ma gestiti male. La Pitaya è protagonista di un mix che potrebbe essere molto più ricco e coinvolgente.

Contro: Poco carattere. Poco esotico nelle sfumature. Esotici sono gli ingredienti, ma non la loro espressività.

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