Nome e Formato: Namaste – Linea Mellobuddha (Liquid Science Labs) 10ml –  ricevuto dal produttore

Lotto: n.d.

Nico: 3mg/ml

Base dichiarata: 30 PG / 70 VG

Data scadenza: 28/04/2019

Devices: Rx200 + Druga AugVape dual coil 0,12 ohm (ss316L 26 awg) con Cotton Bacon Prime.


Sapori e profumi orientali – nonchè un pizzico di cultura – saranno gli ingredienti della recensione odierna. Della Linea Mellobuddha, ecco tra le mia mani Namaste!

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La confezione dei prodotti Mellobuddha per il mercato europeo, è stata realizzata in conformità alla normativa TPD e prevede una scatoletta in cartone con boccette in PET trasparente da 10 ml e tappo child-proof. Il contagocce con punta a becco molto sottile, risulta comodissimo per qualsiasi tipo di refill; un po’ meno invece la boccetta, in quanto la sua rigidità la rende un po’ troppo scomoda per il dosaggio delle gocce. Le grafiche dell’etichetta e delle scatolette infine presentano una simpatica texture di fondo con canne di bambù per richiamare l’orientalità del tutto.

In paesi invece dove le leggi sono meno severe – potete notare la differenza – i prodotti di questa linea di chiara ispirazione orientale, si presentano diversamente. Bocce di maggior capienza  (60ml) rivestite da un involucro in bamboo inciso a fuoco. E’ anche prevista una scatola (molto bella) dello stesso legno, fregiata con il marchio Mellobuddha.

Namaste è così descritto dal produttore:

Soothing flavors inspired by the orient for a tranquil state of mind. Watermelon berry & menthol.

Sapori rilassanti ispirati all’oriente per uno stato mentale tranquillo. Watermelon berry e mentolo.

Approcciamo oggi ad un ingrediente poco utilizzato nel mondo del vaping. Le Watermelon berry. Una bacca poco nota nel nostro continente (l’Europa). Si tratta di bacche selvatiche che crescono principalmente in Alaska, dove i climi freschi estivi ne favoriscono la proliferazione grazie ad ampie zone umide. A dire il vero le Watermelon berry – che non traduciamo come “bacche di Anguria” – appartengono alla famiglia dei gigli. Sono le foglie della pianta a fornirci questo indizio. Diversamente… sarebbe molto difficile dirlo. Diversamente dalle Angurie, con le quali hanno poco a che fare, le Watermelon berry mal sopportano le temperature calde. Trattandosi di bacche selvatiche, queste sono da ricercare in zone umide ed ombreggiate. Vicino a fiumi e paludi.

Le Watermelon berry sono piene di semi. Quando mature, questi si sentono vibrare all’interno della sottile pelle. Il loro sapore è molto simile ad un cocomero annacquato. Sapore dolce e leggero, vagamente rinfrescante. Rispetto all’anguria, quindi, solo questi aggettivi sembrano essere comuni, ma in realtà – come detto – è più onesto pensare ad un cocomero. Sciroppi, gelatine, marmellate, sono solo alcune delle preparazioni che prevedono l’utilizzo di Watermelon berry. Muffin, biscotti, succhi di frutta, ma anche insalate. Beh… da oggi anche e-liquid!

Eccoci all’esame olfattivo di Namaste. Una cornice olfattiva speziata, nasconde il profumo di Watermelon berry misto ad un costrutto erbaceo molto schietto e poco vivace. Lievi accenti floreali accompagnano la cornice speziata. Una speziatura che sembra richiamare la curcuma. Un profumo dolce poco invadente, vagamente gummy.

Namaste è un saluto originario di India e Nepal. Comunemente utilizzato in Australia meridionale, come in tutta l’Asia. Il gesto di congiungere le mani chimando il capo, che accompagna la parola “namaste”, può essere utilizzato al momento dell’incontro, come nel momento di un addio. Questo gesto, nella cultura indiana, è un mudra. Gesto, d’altronde, utilizzato diffusamente nello yoga. Letteralmente – infatti – “namaste” significa: “mi inchino a te”. Deriva dal sanscrito “namas”. La fusione spirituale dell’inchinare il capo congiungendo le mani significa: “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”. La sacralità è sia di chi porge il saluto, che di chi lo riceve. Oggi Namaste è una parola riconoschiuta come hindi, ma è comune in svariati dialetti. Lo stessa gesto che la accompagna è proprio della cultura buddhista, dove prende il nome di  “sawasdee“. Traducibile come “stammi bene“.

Il termine “namaste”, come ben sappiamo è ampiamente abusato dalla cultura occidentale globalizzata, ma la linea di congiunzione tra questo nome (Namaste) e le Watermelon berry non è poi così misteriosa. Sono piante principalmente diffuse in Alaska, ma anche ad oriente, da millenni, bacche della famiglia dei gigli, vengono utilizzate per le loro proprietà medicamentose… non per farci muffin.

La prima vaporizzazione di Namaste svela un e-liquid dal gusto acerbo, speziato ed acido. Note erbacee e mentolate (molto lievi) si fondono ad un costrutto dolciatro piacevole. Solo in sottofondo intercettiamo la particolare sapidità del cocomero (molto simile). Consumando qualche ml, mi sembra di riconoscere della curcuma nella speziatura. Una assonanza che vale la pena di citare – un vago sentore orientale. I gusti sono molto delicati e gentili, ma caldi e coinvolgenti. Piacevolmente aspri e dolci allo stesso tempo. Purtroppo, quello che trovo “alieno” in questa ricetta; è un gusto in stile gummy che sembra sfumare le asperità fruttate di Namaste. La nota mentolata – al contrario – è gestita con grande saggezza ed equilibrio. Erbacea, non eccessivamente fresca e fedele ad un gusto naturale, ma forse non abbastanza espressivo. Una menta che si lascia desiderare senza mai svelarsi.

Liquid Science Labs, il produttore, ci racconta di una linea dai sapori rilassanti. E’ vero. Ritengo che nello scenario del vaping, sia piacevole trovare e-liquid che si ispirino a culture e pratiche volte alla meditazione, alla ricerca di stati d’animo confortanti. Dimensioni di pace e coscienza di sé, assecondando talvolta generi volti al contatto con la natura e alla fusione dell’anima con essa. Paroloni! Namaste è solo un e-liquid, ma… il suo gusto ben si combina con uno stile di vita “zen” o… come lo volete definire… definitelo. Non cambierà la vostra vita, non vi aiuterà nella meditazione o nel risolvere i grandi dubbi dell’universo che nascondiamo nel profondo della nostra anima, ma… tecnicamente si pone positivamente in uno scenario commerciale troppo spesso scontato e privo di novità. Ci presenta inoltre un ingrediente, le Watermelon berry, poco sfruttato. Una ricerca ed una sensibilità lodevoli. Un e-liquid gradevole che ho avuto modo di testare anche su 2 atom rta configurati in single coil. La ricetta assume sfumature diverse, ma il suo scopo – ciò che sembra volerci comunicare – resta fedele agli intenti del produttore. Non delude.

Pro: Un ingrediente, Watermelon berry, poco noto al mondo del vaping. Grande equilibrio e gusti naturali.

Contro: La ricerca della naturalezza non trasferisce molto brio e vivacità. Eppure… qualcosa di sintetico resta percepibile. Una nota stonata. Un mentolo lievemente più fresco sarebbe stato apprezzato.

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