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Recensione Liquido Pronto: Blue Beard (Velvet Cloud) 30 ml

Base dichiarata: n.d.
Lotto: n.d.
Nico: 6 mg/ml (0,6%)
Data scadenza: n.d.

Devices: VP box XVI bottom feeder dna40 + LowPro 0,8 ohm (Kantal D 0,40mm) con cotone organico giapponese.

 

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Velvet Cloud è un marchio particolarmente interessante che ha sede in San Francisco. Piccoli lotti. Nessun colorante o dolcificante artificiale. Tutto viene lavorato in una dimensione piuttosto artigianale in vista di una qualità percepita sempre di alto livello.

Ciò che non trasferisce particolare fiducia è la solita etichetta in stile americano. La boccia in mio possesso è in plastica. Quella in foto è una boccetta da 15ml. La mia è da 30ml. L’etichetta stampata su carta con stampante inkjet è invece un punto fermo della Velvet Cloud. Nel giro di poco, se non trattate con particolare cura, le loro etichette si sciolgono, come i colori, e le poche informazioni stampate! Non che ci fosse molto da apprezzare, se non forse, il simpatico acquerello che caratterizza il Blue Beard Tobacco. Ogni liquido ha una sua illustrazione. Ora dedicata ai dolcetti, ora alla frutta, ora ad un paesaggio, ora ad un personaggio pittoresco nel caso dei tabaccosi.

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Velvet Cloud descrive così questo Blue Beard Tobacco:

Blackberry, Blueberry, Tobacco. An artisanal mix of Virginia and honey cured tobacco, blackberries, and blueberry essence.

Mora, mirtillo, tabacco. Un mix artigianale di Virginia e tabacco aromatizzato al miele, more ed estratto di mirtillo.

All’esame olfattivo tutta la piccante energia di questo liquido si sprigiona con note di Virginia ed essenza di frutta di bosco. É un profumo pungente, lievemente speziato e solo leggermente affumicato.

Senza esitare lo svapiamo con enorme curiositá.

La boccata é piacevolmente aromatica, ma non mi pare essere un liquido particolarmente concentrato. Un Virginia evidentemente fire cured carico di note leggermente ombrose di miele e un piacevole tocco piccante di cui parleremo piú avanti.

Sullo sfondo, mentre mi concedo tiri profondi ed espirazioni dal naso, percepisco tutta l’eleganza del mirtillo e della mora. Asciutti, stabili. Nulla a che vedere con le dozzinali “berry” di TPA. In particolare apprezzo la compostezza della mora. Cosí naturale nel gusto. Non c’é dubbio che si tratti di un estratto. Non zuccherino. Non plasticoso. Ben lontalo da un aroma da pasticci e pasticcerie. Ricordi di infanzia e di passegiate in campagna.

La nota di questi frutti é discreta. Non invadente. Lega perfettamente con la compostezza di un tabaccoso che si dimostra presente e percepibie ad ogni tiro. Un vero tabacco, non troppo terroso, aromarizzato; oserei dire, molto simile ad alcune pastiglie da naghilé provate in passato. Nulla di esotico peró, si intenda. Allo svapo, questa piccante affumicatura si fa sempre piú invitante.

La qualitá del Virginia lascia pensare ad un estratto di tabacco. Completamente diverso da quei liquidi al tabacco virginia di origine chimica che svapavamo anni fa. Erano insopportabili per me. Ma attenzione… altrettanto differenti dagli attuali estratti di tabacco proposti dai marchi nostrani. Pur trattandosi di una varietà di tabacco che noi europei reputiamo solitamente meno nobile. Vi garantisco che, come must americano, i Velvet Cloud, lo hanno saputo opportunamente valorizzare.

Il liquido riesce a rimanere mascolino, nonostante la sua indubbia eleganza. Una eleganza che si esprime attraverso note molto semplici infondo. É alla mora e al miritillo che é affidato il compito di caratterizzare un tabacco Virginia intenso e dal gusto pungente.

Il mio suggerimento é di svaparlo tra i 14 e i 24w (se su cotone) e con una areazione limitata. L’ideale sarebbe una singlecoil. Rilassatevi e svapate abbandonando le ansie da cloud chasing. Una box bottom feeder potrebbe essere proprio il deviece piú indicato. Una svapata lenta e meditativa che potrà accompagnarvi anche durante tutto l’arco della giornata. Dedicatevi ad assaporarlo trattenendo il vapore e rilasciandolo lentamente anche e direi sopratutto dal naso. Lasciatevi ispirare.

Non si tratta a dire il vero di un mix deltutto inedito, ma questa interpretazione americana mi ha stupito. Ricorda vagamente alcuni B-Juice (inglesi), seppur questi ultimi siano tabaccosi molto piú complessi e carichi di note fruttate differenti. Anche in questo caso però ci troviamo al cospetto di un liquido dal colore psichedelico. Il fatto che entrambi i marchi abbiano sempre precisato di non utilizzare coloranti, lascia ben sperare sulla loro sincerità. Ottimo sapore in entrambi i casi. Entrambi artigianali. Immagino si tratti di processi fontamentalmente di macerazione. Non mi pare adottino tecniche particolarmente sofisticate di estrazione.

Il profumo ricorda proprio certi trinciati di tabacco da rullare o misture molto leggere di tabacco da pipa. Eppure la forza di quella pepatura nel Virginia, come detto, mi ricorda delle pasticche utilizzate nelle narghilè.

Tra svapo ed amore per i tabacchi, direi che si tratta di un ottimo liquido, in grado di soddisfare le esigenze di molti. Si lascia svapare a lungo, senza troppo incrostare o appesantire. La lieve persistenza aromatica dei frutti di bosco, non eccede in aciditá e mantiene vivo e gradevole il ricordo di ció che stiamo svapando. Non dovremmo però aprocciarci a questo liquido illudendoci di assaggiare chissà cosa. Un buon liquido. Un vero tabacco aromatizzato, fatto bene.

Avrei gradito forse una affumicatura piú intensa e forse qualche spezia dagli accenti vividi non avrebbe guastato.  Si tratta di un liquido dall’aroma piuttosto secco e la cosa non mi è dispiaciuta affatto. Velvet Cloud dimostra indubbiamente una sensibilità artigiana degna di menzione nel panorama internazionale dello svapo. Valutando positivamente la aromatizzazione e caratterizzazione di questo tabacco, sarei spinto a provare altri liquidi della loro gamma. Fruttati sicuramente e perchè no anche liquidi di tipo dolce. Chissà.

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Pro: Grande capacità nella cura del tabacco e nella estrazione di note fondamentali alla riconoscibilità della peculiarità tabaccosa. Sono riusciti a caratterizzare il loro Virginia senza eccedere. Senza rovinarlo con note dominanti o dozzinali. Hanno trasferito una percezione qualitativa alta al risultato finale, creando un liquido da meditazione facile da svapare e non troppo impegnativo.

Contro: Una etichetta che dovrebbe contenere delle prescrizioni sulla sicurezza del consumatore non dovrebbe ne scolorire, ne sciogliersi al primo contatto con l’umidità. Basta almeno scegliere una carta o un sistema di stampa adeguato.

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