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Recensione Liquido Pronto: Créme Brûlée

Lotto: n.n.

Nicotina: 0.6mg

Base dichiarata: 70% vg / 30%pg

Data scadenza: n.n.

Devices: Zephyr Vaponaute coild 0.6 kanthal 0.40 cotone Muji / NoPity Noname double coil 0.8 kanthal 0.40 cotone Muji

brulee

Questa mattina avevo voglia veramente di tirar fuori dal cassetto la mia boccetta di questo nettare dopo un bel po’ di tempo passato ad assaporare differenti custard e presunte tali, e mi sono ripromesso di parlarvene, come al solito, mentre lo assaggio…

Innanzitutto l’azienda che lo produce, la Jimmy the Juice Man, poco conosciuta in Italia, se non per qualche sporadica apparizione, é molto prolifica in USA e in Inghilterra, con la sua linea di eliquid, tra i quali, a parte quello che vedremo oggi, il Caramel Pear, il Raspberry French, Strawberry Astronaut, il Peachy Strawberry e infine lo Shurb (che sicuramente sarà proposta la review perché in mio possesso oltre anche il Caramel Pear). Particolarmente colpito dall’etichetta e dal semplicissimo packaging fatto di questa carta riciclata su cui campeggia il logo della JTJM, il sorridente gatto portafortuna della tradizione cinese, e null’altro a parte l’indicazione del contenuto in ml e una dicitura molto scarna riguardo la sicurezza. Il tasso di nicotina, invece, é stampato sulla medaglietta del gatto sul logo. Chiusura del tappo standard, dunque senza protezione e pipetta a punta.

All’analisi olfattiva, se avete mai avuto l’occasione di fermarvi a mangiare una Créme Brûlée a Parigi davanti magari alla spianata di Saint Michel (dove, secondo me si trova la MIGLIORE Créme Brûlée di Parigi), é esattamente quello che attiva tutti i recettori del vostro naso. Ne più ne meno di una Créme Brûlée appena tirata fuori dalla pentola e passata al flambé come solo sanno fare i francesi.

Non più di una decina di gocce mi basteranno per raccontarvi a grandi linee di cosa stiamo parlando. In aspirazione un sentore dolce/amaro proprio dello zucchero caramellato é distinguibile e inevitabilmente si viene trascinati nel circolo vizioso che é quello di un tiro dopo l’altro. Non stanca, il bilanciamento degli aromi é sensazionale, le note ci sono tutte, crema alla vaniglia, zucchero caramellato (esatto, non caramello, questo non é caramello, é zucchero…), sentori amarostici del “brûlée” ricreati alla perfezione. Fino a questo momento son stato basso con i watt proprio per sentire a “freddo” gli ingredienti. Sfortunatamente ad alti vattaggi la situazione cambia radicalmente, credo che sia dovuta al fatto che a temperature elevate i vari aromi vengano “cotti” in maniera drasticamente differente, tirando fuori una confusione tale da non riconoscere più il liquido che stavo inizialmente svapando con tanto amore. Sebbene credo e sono convinto che non si tratti di un difetto, perché tenendosi su una temperatura accettabile (nel mio caso quella giusta per una coil da .6 con questo eliquid é intorno ai 19.5/20 watt), il Jimmy the Juice Man é in grado di appagare i vapers più raffinati.

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Davvero un ottimo eliquid da “dopo caffé” o da meditazione lenta non necessariamente impegnativa, oppure da affiancare ad un liquore alla crema di whiskey, tipo Baileys oppure un Irish Coffe, essenzialmente invernali, vero, ma molto molto appaganti. Il mio consiglio é che vale la pena di provarlo, se riuscite ad entrarne in possesso.

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Pro: Ottima riproduzione della classica créme brûlée francese…

Contro: Peccato che ad alte temperature tende a “confondere” le idee.

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