Recensione Liquido Pronto: Don Cristo (PGVG Labs) 60 ml – ricevuto dal produttore

Base dichiarata: 50/50

Lotto: 836

Nico: 0 mg/ml

Data scadenza: 15/11/2018

Devices: Cloupor Mini plus 50w + Doggystyle 2k16 single coil 0.75 ohm (Kanthal A1 26 awg 0.40 mm ) con Cotton Bacon V 2.0


Al Vapitaly 2017 la sua livrea dorata spuntava con fierezza dalle fiamme degli inferi… Poteva non attirare la nostra attenzione?

Stiamo parlando di Don Cristo, liquido tabaccoso estratto da un sigaro cubano, prodotto dalla canadese PGVG Labs, di cui oggi ci occuperemo.

La descrizione ufficiale presente sul sito del produttore recita così:

It’s a beautiful cigar flavor thats steeps for 90 day’s with real Montecristo cigars. Take the cigar challenge today and see what everyone is talking about!!!

Un piacevole aroma di sigaro riposa per 90 giorni insieme a veri sigari Montecristo. Accetta la sfida, ne parlano tutti!!!

Noi accettiamo volentieri! E voi siete pronti ad ascoltare ciò che abbiamo da dirvi in proposito?

La boccetta di Don Cristo è una classica “Unicorn bottle” nel formato Mix Series 50 ml + 10 ml di base da aggiungere (eventualmente con nicotina) per un prodotto finito da 60 ml. Con questo tipo confezionamento il prodotto è in linea con i dettami della TPD e ovviamente commercializzabile in Europa. L’etichetta satinata dorata è molto ben fatta e curata e simula con eleganza la tipica fascetta avvolgi-sigaro. Sull’etichetta sono presenti numerose informazioni compresa la composizione del liquido: trattasi di un 50/50 e non, come mi è capitato di notare in alcune recenti recensioni, un 70/30!

Prima dell’esame olfattivo, qualcosa di più sui sigari Montecristo. Prodotti da un’azienda ormai quasi centenaria, i sigari Montecristo sono in assoluto i più conosciuti al mondo e rappresentano circa il 50% dei sigari cubani che annualmente vengono esportati in tutto il pianeta. Tra le diverse qualità del Montecristo la n. 4, la cui fama è legata a Che Guevara, è stata fino a pochi anni fa il sigaro più venduto nel mondo. Insomma, stiamo parlando di un signor sigaro, un Sigaro con la S maiuscola.

All’olfatto Don Cristo è strepitoso. Un sentore di erba umida mista a terra giunge immediato alle mie narici. Denota un corpo morbido e particolarmente intenso con una sensazione tabaccosa molto alta. Una profumazione ammaliante, la stessa delle grandi foglie di corojo della capa che lasciano passare gli odori provenienti dalla tripa. La stessa sensazione di un gran bel cubano passato sotto il naso qualche attimo prima del sacro rituale di accensione.

Sono pronto dunque per “accendere” il mio Doggystyle 2k16 carico di Don Cristo.

Un sentore fienoso e paglierino spicca subito su un sottofondo caldo e corposo dai tratti nobili. Il gusto delle sue note di testa è pieno, scandito da boccate brevi e ravvicinate e intensi sbuffi di piacere. Le note di testa di Don Cristo sono altrettanto ammalianti quanto l’esperienza olfattiva.

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Le note fienose si riempiono sempre più nel corso delle boccate e acquistano ulteriore corpo e rotondità nella fase centrale della svapata, quando una dolcezza dirompente e quasi inaspettata va ad arricchire l’intero bouquet. E’ una note dolce “torbida” caratterizzata da sfumature mielate e sentori di cuoio che intrappolano da questo momento in poi il liquido imprigionandolo in un timbro zuccherino-caramellato che marcherà fino in fondo la svapata.

In esalazione la dolcezza delle note di miele caramellate si amplifica restituendo una sensazione ancor più calda e avvolgente. Spunta dalle retrovie un accenno minimo e infinitesimale di nota legnosa, praticamente trascurabile, laddove invece ci saremmo attesi un’evoluzione della svapata che da un cuore dolce e morbido avrebbe dovuto lasciar emergere, sul finire della boccata, preziose punte aromatiche più secche e penetranti, con lievi accenni amarognoli, per un pizzico di sapidità in più.

Il quadro complessivo è comunque armonico, non vi sono dubbi, a conti fatti la resa è sufficientemente appagante e il “sigaro” ha una sua gradevolezza di fondo.  Il Montecristo in versione e-liquid mostra naturalezza di gusto e un buon realismo con una percezione di fedeltà da considerarsi discreta.

Troppo persistente purtroppo appare il timbro dolce e mielato che abbraccia la svapata un attimo dopo la fase inalatoria e marchia la boccata fino alle note di coda. La sensazione è quella di un liquido buono che avrebbe voluto e dovuto evolversi con altre note aromatiche, raccontandoci qualcosa di più.

Don Cristo, un campione inespresso.

Pro: Strepitoso all’olfatto, un vero Montecristo.

Contro: Il timbro dolce persistente lo imprigiona un po’.

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