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Recensione Liquido Pronto: Into the Wild  (Vaponaute) 30 ml

Lotto: L15S4901

Nico: 6 mg/ml (0,6%)

Base dichiarata: 40PG 60VG

Data scadenza: 06/2017

Devices: VP box bf XVI + Origen Little coil 0,8 ohm (Kantal A1 0,32mm) con cotone organico giapponese.


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Il viaggio attraverso la linea E-Journeys di Vaponaute continua con una delle più apprezzate creazioni di Anne-Claire.

Sorvolo sulle positive considerazioni riguardati il confezionamento del prodotto. Le troverete qui su The Flavourist in altre recensioni legate a questo marchio francese.

Per Vaponaute Into the Wild è:

The finesse of Virginia tobacco warmed by Praline & Toffee notes.

Hazelnuts, Almonds & Walnuts unveil spicy hints with a Candied Cherry finish.

La raffinatezza del tabacco Virginia scaldato da note di praline caramellate.

Nocciole, mandorle e noci svelano note speziate con finitura di ciliegia candita.

L’esame olfattivo non è di facile interpretazione. La nota dominante è indubbiamente condotta dal mix di frutta secca, gusci per essere precisi. Immaginate di tenere fra le mai una manciata di nocciole, mandorle ed una noce, sfregatele tra di loro ed annusate. Ma un carattere più morbido e sfuggente accompagna questa secca legnosità. Già a naso, l’aroma si rivela fragrante e naturale, pulito.

Non a caso ho scelto per questa recensione una box bottom feeder in legno ed un atom dal setup non estremo. Le percezioni olfattive e lo svapo si combinano con il legno poco trattato della box. Una sensazione tattile che esalta la degustazione.

Into the Wild merita una potenza adeguata ed un setup dell’atom preferibilmente in single coil. Solo un tiro leggermente contrastato potrà accompagnarvi alla ricerca di voi stessi attraverso terre selvagge. Caldi deserti, rigogliose foreste, coste ventose e verdi praterie. Into the Wild può essere tutto questo.

Un tiro profondo, sostenuto ma contrastato da una attenta regolazione dell’aria, riuscirà ad equalizzare correttamente questo grande classico Vaponaute.

Allo svapo, proprio quando avremo chiaramente distinto il secco carattere della nocciola, ci accorgeremo della presenza di noce e mandorla accompagnate da un flebile sentore di tabacco biondo. Leggerissime note acide e legnose indistricabili ed ingentilite da una punta di ciliegia candita. Un unico sapore che dal secco della frutta secca, diviene piú umido e dolciastro, a tratti addirittura amarognolo.

La pralina, questa sorta di torroncino di frutta secca è leggerissima ed emerge solo in seguito a tiri profondi e ripetuti. Una sorta di cornice che permette di mettere a fuoco un liquido che, pur essendo un tabaccoso, attinge in ogni caso al mondo dei dessert.

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Vaponaute sembra non aver mai dimenticato che eravamo infondo dei fumatori e nello svapo non cerchiamo una bulimica abbuffata.

Into the Wild infatti non è particolarmente dolce, anzi. Il perfetto dosaggio degli ingredienti lo rende mutevole, piacevolmente delicato e mai stucchevole. Quasi amarognolo nel carattere. In aspirazione il mix di frutta secca e tabacco, sopratutto, esprime una qualità aromatica elevata, regalando una sensazione pari ad una reale degustazione. La fragranza di nocciola, mandorla e noce non è paragonabile a nessun aroma provato in questi anni. Nulla di dolce o simile ad aromi da pasticceria.

Un ottimo abbinamento con un Virginia leggero, percepibile solo attraverso l’isolamento, durante lo svapo, di una tenue nota calda e lievemente pepata.

Permettetemi una considerazione personale su questo aspetto. Non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di un liquido inserito nella linea E-Journeys di Vaponaute. Ovvero un “classico” sottoposto, in fase sperimentale, all’apprezzamento di ex fumatori per testarne la validità quale prodotto alternativo al “fumo analogico”. Into the Wild nasce anche da questo, dalle istanze del consumatore. Qualche annetto ormai è passato e le nostre abitudini di svapo sono mutate con il tempo, come anche le nostre aspettative. Siamo letteralmente bombardati di liquidi per lo svapo. Ognuno con le sue “promesse”. Proprio di questo parlavamo giorni fa con un mio grande amico. Sono mutate le potenze e sono mutati gli atomizzatori. La qualità Vaponaute resta invariata, ma la nostra  percezione aromatica si è affinata. Forse oggi, abbiamo a nostra disposizione strumenti superiori per la degustazione; tutto stà nel saperli utilizzare senza “rovinare” il prodotto.

L’indirizzo di questo marchio è chiaro. Sicuramente non improntato ad uno svapo selvaggio, che ha come unica ambizione quello di produrre nuvoloni attraverso liquidi dal sentore basico. Tenetelo sempre bene a mente ed eventualmente spostate il vostro interesse su altro. E’ il miglior consiglio che posso darvi a riguardo.

Una leggera e nascosta freschezza, non citata nella descrizione, si fa largo nella persistenza aromatica durante le sessioni più lunghe di svapo. Al suo arrivo si rimane sorpresi e spiazzati, come se, anche in questo Into the Wild, Vaponaute avesse voluto portare le umidità tipiche della rugiada di sottobosco. Ormai credo sia una “firma” nascosta di questo marchio. Ad ogni modo, questa freschezza nascosta difficile da decifrare, ha la sua utilità. Lega gli aromi più contrastanti e mantiene vivi i profumi garantendo, non bastasse la qualità degli altri ingredienti, una persistenza aromatica di grande pregio.

La ciliegia candita è un vezzo di stile che accompagna lo svapo, caratterizzando ed ingentilendo la legnosa secchezza della pralina caramellata. Eppure non sovrasta mai il mix di Virginia e frutta secca. Dosaggi da gourmet.

Tutto, in questo liquido si gioca infatti sul senso della leggerezza. Come se ogni nota aromatica fosse il ricordo, o il profumo, di un viaggio ripercorso in grande fretta. Solo le note più concrete, quelle della frutta secca e del tabacco Virginia, mantengono il peso dei ricordi.

L’equilibrio dell’aroma pare essere controllato dal leggero caramello della pralina, anche questo apparentemente speziato e avvolto da una inconsistente nota limonosa. 

Recensire un Vaponaute non è mai cosa facile. Sappiate dunque ben pesare le mie parole. Into the Wild riesce, attraverso una ricetta geniale, a proporci un sapore tabaccoso alla frutta secca, qualitativamente inarrivabile. Anne-Claire ci regala ancora oggi un liquido pensato per vivere con dignità ed eleganza l’astinenza dal fumo analogico.

Into the Wild riesce a non stancare ed ha la capacità di farsi apprezzare per periodi veramente molto lunghi. È tanto che non lo svapo su mesh, ma vi consiglio di provarlo anche su sistemi genesis. Una box bottom feeder, magari meccanica, resta forse il miglior device per godersi questa esperienza.

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Pro: Un liquido pensato per il vaper che non perde mai di eleganza. Qualitativamente ineccepibile.

Contro: Oggi siamo forse abituati a gusti tabaccosi molto più invadenti e cafoni. Cosa ne penserebbe un vaper novizio alla ricerca di esperienze nuove?

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