Recensione Aroma: Isfahani Tombac (Vaporificio) 20 ml – ricevuto dal produttore

Lotto: AP290617

Data scadenza: 06/2019

Base utilizzata: 50 PG – 50 VG

Nico: 0 mg/ml

Devices: VpBox XVI + Origen Little 1,12 ohm (Kantal A1 0,32 mm) con cotone organico giapponese.


Torniamo oggi a parlare di aromi di tabacco e più precisamente del risultato di estrazione a freddo a mezzo di macerazione. Lo facciamo recensendo uno dei prodotti più interessanti realizzati da Il Vaporificio. Isfahani Tombac. Non parliamo dunque di aromi realizzati attraverso una ricetta di molecole (o aromi artificiali) che cercano di simulare in malomodo un gusto di tabacco, bensì di un processo di estrazione di materia prima secca (in questo caso tabacco). Una pratica che vede Il Vaporificio (assieme ad altri marchi italiani) in cima alle classifiche mondiali per qualità della resa aromatica, ricerca e affinazione del metodo estrattivo (ogniuno ha il suo).

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Il Vaporificio descrive così Isfahani Tombac:

Tabacco Iraniano della regione Isfahani con clima caldo secco e terreni fertili abbondantemente irrigati. Dalle foglie essicate color giallo oro si estrae un aroma tipico estremamente deciso e appagante senza particolari sfumature aromatiche.

L’esame olfattivo di Isfahani Tombac riporta lievi note vegetali e sfumature in assonanza con il cuoio e gusci di nocciole. L’impatto è robusto e vagamente orientale. Un ottimo profumo, molto delicato, tipico di tabacchi che, per loro semplicità, non hanno subito una particolare cura. Nel complesso, come prevedibile, il risultato del test olfattivo non offre ulteriori spunti di riflessione.

La boccata è dolce e i gusti, nonchè il sottili profumi, della varietà Isfahani (o Asfahani o Asfahini) sono in gran parte rievocati. Parliamo di note vegetali spiccate tipiche del tabacco biondo oggetto della recensione di oggi. Per quanto questa varietà possa apparire (alle notazioni bibliografiche) spartana, in verità custodisce leggere ma distintive peculiarità che la rendono particolarmente apprezzabile ai nostalgici del fumo classico. Il gusto crudo di tabacco è sempre piacevole ed in qualche modo riesce a risvegliare nel vaper ricordi tristemente naufragati a causa dell’assuefazione da sigaretta.

La svapata, e dunque la ricchezza di sapori di Isfahani Tombac, è umida, vegetale come detto e particolarmente dolce. Le assonanze a cui siamo costretti a ricorrere per darvene opportuna descrizione, spaziano dal cuoio, al sughero e al guscio di nocciola. Ricordatevi che si tratta di sole assonanze! Un po come si farebbe per descrivere al meglio le sfumature aromatiche di certi vini. La cornice aromatica di Isfahani Tombac è indubbiamente “orientaleggiante”, ma non stucchevole. Personalmente concordo solo in parte con la descrizione de Il Vaporificio. Nulla di grave, ma il passaggio finale “senza particolari sfumature aromatiche”, pensando all’aroma da loro estratto, e non alla varietà Isfahani consumata in narghilè, non rende merito al loro lavoro. Equilibrio armonico nel’estrazione di una varietà di tabacco ostica e spigolosa, per quanto spesso valutata come “noiosa” per noi occidentali. Un giudizio, purtroppo, che spesso ha la presunzione di paragonare queste tipologie di tabacchi a più raffinati, strutturati (e dunque complessi) tabacchi da pipa. Un errore direi.

La cornice dolce propria di questo aroma, ingentilisce l’aspetto crudo del tabacco Isfahani esaltandone la particolare sapidità. Elegante, per quanto moderata e priva di spigoli o contrasti aromatici. Un gusto particolare, ma armonio e seducente… seppur non penetrante come si potrebbe immaginare.

Dal minuzioso lavoro estrattivo de Il Vaporificio, emerge grande raffinatezza e sensibilità nel preservare le note (pensando alla varietà Isfahani) di un tabacco ostico, il cui utilizzo è in gran parte limitato al consumo in narghilè. Grazie a Il Vaporificio, l’Isfahani appare un tabacco (al contrario) versatile e generoso. L’ortodossa regola secondo la quale… un atom in bottom feeder, single coil, a bassa potenza… sia la strada maestra per una degustazione efficace di macerati di tabacco non mente. Eppure… la mia esperienza mi suggerisce che, a questa regola, proprio nel caso di Isfahani Tombac, si prebbe contravvenire. Sentitevi – in questo caso – liberi di osare. Una doppia vaporizzazione (un settaggio in dual coil) e l’uso di un dripper (22mm) con sistema di areazione top air, esalterebbe le note di coda di una aroma “sottile”, permettendoci una opportuna modulazione dei flussi di aria in grado di distendere lo spartito aromatico dell’Isfahani estratto. Non posso negare di averci già provato.

L’isfahani è un tabacco dall’alto contenuto di nicotina (in origine), solitamente confezionato in panetti di foglie non del tutto essiccate. Questo panetto viene esfoliato e reidratato con acqua poco prima di essere rollato sotto forma di sigaro o sminuzzato grossolonamente. Il sigaro o il trinciato vengono posizionati sul piattello del narghilè. L’accensione e la lenta combustione è favorita dall’uso di un carbone ardente adagiato il cima al sigaro o al trinciato. Non resta poi altro che fumare, meditare, pasteggiare o bere in compagnia. In tempi moderni il consumo di tabacco in narghilè è divenuto un fenomeno sociale diffuso in tutto il mondo.

A mio modo di vedere, il mondo dello svapo (sopratutto oggi) ha molte attinenze con l’antico modo di consumare tabacco con narghilè. Per noi occidentali, le attinenze con la pipa sono di certo più sentite. Eppure, a dirla tutta, nel caso dell’Isfahani Tombac de Il Vaporificio, questa spigolosa varietà di tabacco, allo svapo, non appare particolarmente pungente. La differenza di cui spesso parliamo tra svapo e “fumo analogico” in ogni sua forma si sente. Isfahani Tombac gode di questo pregio e proprio per questo possiamo definirlo un “insospettabile all day”… dei tabacchi estratti. Non ostante le peculiarità dell’Isfahani, il fondo aromatico percepito è piuttosto basico per sua natura. L’Isfahani infatti, non è un tabacco che in origine gode di una particolare “cura” per l’essiccazione delle sue foglie. Il suo fondo aromatico, isolandolo dal contesto orientale, è molto simile al nostrano Kentucky, pur trattandosi di varietà molto diverse. Diversa la morfologia delle foglie (compreso il colore), di parti utilizzate, l’origine (regioni di coltivazione), il metodo di coltivazione, metodo di cura ed essiccazione, nonchè conservazione e stoccaggio, utilizzo e consumo. Non lasciatevi dunque ingannare dal suo nome e dalle sue origini iraniane (in realtà si produce anche in India e Turchia) ed approcciatevi ad Isfahani Tombac nell’ottica di un coinvolgente ed aromatico viaggio culturale oltre confine, offerto da Il Vaporificio.

 

Diluizione consigliata: 20%

Tempi di maturazione: a vostro piacimento.

Pro: Interessante varietà. Interessante l’esercizio estrattivo del produttore.

Contro: la diluizione consigliata dal produttore (20%) è indubbiamente corretta per ottenere una buona degustazione, ma… un estratto maggiormente concentrato sarebbe stato personalmente più apprezzato.

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