Impariamo a conoscere le piccole spirali che vaporizzano il liquido di una e-cig

Quando una decina d’anni fa la sigaretta elettronica ha cominciato ad affacciarsi per la prima volta nella nostra vita quotidiana, ponendosi come un’alternativa meno dannosa rispetto al fumo analogico, nessuno poteva immaginare quanto articolato e complesso sarebbe divenuto il mondo del vaping nel giro di così poco tempo. Da semplici cloni delle sigarette tradizionali, le sigarette elettroniche si sono trasformate presto in una moltitudine colorata e molto variegata di oggetti con una inequivocabile identità.

Ecco perchè il termine più appropriato per indicarli sarebbe anzi è quello di vaporizzatori personali (PV). Prendendo le distanze nettamente dal mondo delle sigarette tradizionali, il vaping oggi è un comparto pieno di vitalità e in crescita. Chiunque ci si accosti non potrà non esserne catturato, scoprendo un settore pieno di entusiasmo e soprattutto carico di suggestione e fascino. Atomizzatori, sistemi di alimentazione, batterie, aromi, liquidi, accessori di ogni genere, sono solo alcuni degli elementi che compongono la grande famiglia del Vaping.

Persino le “coil”, così si chiamano le resistenze dello svapo ,ovvero le piccole spirali deputate alla vaporizzazione del liquido, hanno subito un’incredibile trasformazione nel corso del tempo. Se nei primi anni di vita si trattava solo di semplici spirali di fili metallici, adesso anche le coil hanno conquistato una certa importanza all’interno del settore.

La nascita del Coil Building

Il Coil building, è questo il nome dell’arte di realizzare coil complesse, nasce circa 5 anni fa quasi sicuramente negli Stati Uniti, anche se ci sono fonti che sostengono sia iniziato tutto nelle Filippine, quando cominciarono a fare la loro comparsa resistenze fatte con due fili intrecciati tra loro (twisted coil) o con due fili paralleli (parallel coil). Ma perchè qualcuno a un certo punto ha deciso di complicarsi la vita intrecciando due fili per realizzare una coil? In realtà non si è trattato di un semplice vezzo fine a se stesso, ma di un’esigenza emersa in concomitanza con lo sviluppo della pratica cloud chasing, ovvero l’atto di svapare producendo grandi nuvole di vapore.

Per far ciò il cloud chaser necessita di liquidi ad alta concentrazione di glicerina vegetale da vaporizzare all’interno di atomizzatori con resistenze molto basse e con una superficie di vaporizzazione più ampia possibile, il tutto per favorire appunto l’emissione di nuvole di vapore più grandi.

Nascono così storicamente le zipper coil (che riproducevano visivamente una cerniera zip), ottenute dall’accoppiamento in parallelo di due fili precedentemente twistati.

In Italia le prime coil complesse ad affermarsi e ad imporsi rapidamente tra i vaper sono state le clapton coil e successivamente le fused clapton coil.

Una clapton si ottiene avvolgendo perpendicolarmente su un filo più spesso, un secondo filo di minor spessore. Il filo interno è chiamato “core”, quello esterno che avvolge prende il nome di “wrap”. Le fused clapton coil sono una variante delle semplici clapton: si avvolge un wrap intorno ad un core costituito da due o più fili paralleli.

Le clapton coil sono di sicuro le coil che hanno sdoganato definitivamente l’arte del coil building, la base di partenza dalla quale molti builder si sono sbizzarriti nella creazione di coil sempre più particolari e complesse, alla ricerca della migliore capillarità possibile tra il liquido e la superficie della coil, al fine di migliorare la restituzione aromatica del liquido vaporizzato.

Tra un’infinità di vapers che hanno cominciato a dilettarsi e a dedicarsi all’arte del Coil Building, ce ne sono alcuni che hanno raggiunto una certa fama e una grande reputazione. Come non menzionare ad esempio Shawn Hart in arte Blueeyedgoon83, creatore delle Alien coil e del famosissimo RDA Goon, Squidoode o ancora il sito twistedmesses.com. Le loro produzioni sono sinomino di qualità e di eccellenza assoluta.

Tipologie di coil complesse

Le coil complesse oggi possono per semplicità essere distinte e classificarsi in due grandi categorie: Alien coil e Staggered coil.

Una Alien coil è sostanzialmente una coil con un “core” costituito da 3 fili paralleli e un “wrap” che avvolge il core seguendo un percorso ondulato sulla superficie del “core” e creando ad occhio proprio la forma di un’onda.

Le Staggered coil invece sono delle resistenze costituite da un core di clapton spaziate (minimo 2 o più), avvolte successivamente da un wrap. Da queste due grandi famiglie di coil complesse nascono poi un’infinità di tipologie di resistenze che si differenziano tra loro per svariate combinazioni di fili, materiali e modalità di intreccio dei fili stessi.

Nella realizzazione di una coil complessa, recitano un ruolo importante anche i materiali utilizzati per la loro realizzazione. Partendo dal presupposto che ci si dovrebbe sempre avvalere di metalli e leghe di qualità e soprattutto certificati, i materiali più utilizzati nel Coil building sono il Kanthal (una lega di ferro-cromo-alluminio), il NiChrome (una lega di nichel-cromo a volte con piccole percentuali di ferro) e l’acciaio (una lega di ferro con una percentuale di carbonio non superiore al 2%).

Tra questi materiali, il Kanthal sta perdendo gradualmente sempre più quota in quanto è tra i tre citati quello con indice di resistività più alto e tale dunque da far risultare difficile gestire al meglio una coil complessa. L’acciaio d’altro canto, pur avendo un indice di resistività molto più basso, è si molto reattivo, ma al tempo stesso meno stabile in quanto tollera poco e male gli sbalzi di temperatura. Tra i tre citati dunque, il nichrome (Ni80) è senza dubbio quello più equilibrato e non a caso il più utilizzato in assoluto.

Di recente infine sono state introdotte anche nuove leghe tipo il nichel-ferro (Nife) che pare funzioni particolarmente bene sia in modalità meccanica che in controllo temperatura (TC).

Dal Coil Building al Custom Coil Building

Nato per andare incontro alle esigenze del Cloud Chasing, il Coil Building si è in breve tempo diffuso anche tra gli appassionati di “flavor chasing” e tra gli “svapatori di guancia”, due pratiche di svapo che insieme rappresentano pur sempre la fetta maggiore degli utenti del settore. Così il Coil Building si è trasformato in Custom Coil Building, con il bravo builder che è colui che è in grado di trovare il setup più idoneo e performante per ogni singola tipologia di atomizzatore.

La ricerca del builder non si riduce più soltanto all’ampliamento della superficie di vaporizzazione, ma si estende appunto nella ricerca continua della combinazione di fili migliore per un determinato atomizzatore, attraverso il bilanciamento perfetto tra il calore emesso dalla resistenza e la restituzione aromatica che la stessa deve fornire vaporizzando il liquido. E’ un lavoro lento di sperimentazione che non può prescindere da alcune qualità che non devono mai mancare al builder: conoscenza, abilità e passione.

Non mancano infine i coil builders che di recente hanno cominciato a dedicarsi alla realizzazione di coil per soli fini artistici e fotografici. Si tratta di coil non destinate al mercato dello svapo, ma realizzate per essere poi ritratte in fotografie macro. Il builder si specializza in vere e proprie micro installazioni, cercando di creare composizioni di fili, forme e colori per una resa visiva altamente spettacolare.

Se sei rimasto incuriosito e affascinato dal piccolo grande mondo del Coil Building, non perderti gli approfondimenti che faremo nelle prossime settimane, osservando più da vicino alcune tipologie di coil complesse.

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