Rieccomi finalmente a recensire un liquido pronto Made in Italy, finalmente, dopo la serie dedicata ai prodotti USA e Francia. Nel dettaglio oggi parliamo di un’azienda italiana, la LOP, che ci ha abituato abbastanza bene con i suoi liquidi, vedi il famosissimo “Limone di Messina”, la “Liquirizia” e tanti altri che sicuramente un po’ tutti ricordano. Ultimamente, parlo della fine del 2013, la LOP é venuta fuori anche con una serie chiamata “Hard Vape”, nella fattispecie liquidi preparati seguendo mix particolari, tra i quali ricordo con piacere il Babà al Rum. Oggi invece sono qui a presentarvi uno dei liquidi della nuova linea Lop, uscita dopo il Vapitaly di Verona, si tratta del Pecos Bill (come da titolo), estratto dalla linea Tomahawk.

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Ad onor del vero ho ricevuto questo sample gratuitamente durante l’expo di Verona, è l’unico della linea che sono riuscito a provare, l’immagine che vedete qui é tratta dal web e…francamente l’illustrazione non fa fede a quella che é la boccetta dal vivo. Aperto il flacone (del quale il tappo mi si é anche rotto in mano) e annusato, la prima sensazione non é stata delle migliori, infatti il profumo che ho avvertito é stato quello della gomma bruciata. Esatto…non sto scherzando…ho avuto la sensazione di bruciato fin dall’apertura, tanto che mi sono convinto di dover rifare la coil e la mesh all’Origen V2 e cambiare il cotone al Magma per provarlo degnamente, su una coil usata avrebbe potuto sviare di molto sia l’aroma che la resa. Il produttore non ci fa sapere quali sono gli ingredienti del Pecos Bill, quindi a parte il fatto che sicuramente sia un tabaccoso, il resto dovrò scoprirlo da solo.

Packaging: Devo essere onesto, non é stato fatto un gran lavoro…l’etichetta presenta un font discutibile e pochi dettagli che riconducono al tema “vecchio west”, un cappello da cowboy e un lazo, e, sopra il nome del liquido il “brand” della linea, Tomahawk…un po’ una cozzaglia di cose messe un po’ a caso, quando si tratta di parlare di cowboy e indiani, tutto fa brodo, specie il “Tomahawk”. La boccetta fa parte di quelle a basso costo, che terminano con una piccola sfera, infatti il tappino con il beccucio mi si é rotto nel tentativo di aprirlo, facendomi restare con il cappuccio tra le dita e la pipetta all’interno della boccetta…mi era successo solo con i primi liquidi del Vaporificio, non lo dimeticherò mai, é stato il giorno in cui ho cominciato a odiare questo genere di scelte da parte dei produttori. Diciamo che uno studio piu accurato riguardo i nomi e gli accostamenti ai liquidi potevano essere studiate un po’ di più. Niente di speciale, semplicemente…normale.

Prova di Svapo: …ed é qui che partono i dolori. Com’é vero che “Tomahawk” in nativo americano viene dalla parola “Tamahak” che vuol dire “abbattere”, cosí sono stato abbattuto io, ad appena il primo tiro. Facendo vaporizzare il liquido sulla mesh o sul cotone, si avverte il “profumo” (e sto esagerando), tipico di qualcosa che brucia, completamente indefinito. Dopo il 3 e 4 tiro ho cercato di tirare fuori quello che può essere un sentore X di qualcosa di riconoscibile, ma non ci sono riuscito, a parte qualche nota di un “tostato/bruciato” che la fa da padrone per tutta la durata della svapata. Non sono riuscito ad andare oltre il 6 tiro. E’ anche vero che in esalazione, dopo aver fatto riposare un po la lingua e il palato, un qualcosa di alcolico emerge, non so bene cosa sia, perché non sono riuscito a collegarlo a niente di conosciuto, almeno per quel che mi riguarda. Non mi sembra opportuno andare oltre. Blando e senza significato, spero non siano cosí anche gli altri. Se c’é stato uno studio, una ricerca riguardo questi liquidi, é stata fatta davvero in maniera molto sommaria, forse per la fretta di venir fuori sul mercato con qualcosa per lanciarsi…ma qui non ci siamo lanciati, ci siamo praticamente gettati in un burrone del Grand Canyon, per restare in tema. Da evitare.

Fumo: corposo e “duro”

Quando svaparlo: MAI.

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Pro: Nessun pro. E’ stato concepito male, aromatizzato peggio.
Contro: I contro potete leggerli nei PRO.

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