Châto Bord02 (Bord02)

Châto Bord02 (Bord02)

Bordo2

Recensione Liquido Pronto: Châto Bord02 (Bord02) 20 ml

Lotto: illeggibile

Nico: 3 mg/ml

Base dichiarata: 50% VG – 50% PG

Data scadenza: illeggibile

Devices: Rx200 + Shingen  dual coil 0,20 ohm (ss316L 26 awg) con cotone organico giapponese.


Torniamo in Francia oggi, precisamente a Bordeaux, con un liquido inserito nella Linea Premium del marchio Bord02. Châto Bord02. La stessa ricetta è anche proposta nella Linea Jean Cloud con base 80% VG – 20% PG destinata al cloud chasing. Me la sono fatta sfuggire e mi accontenterò di questo grande classico della Bord02. Questo marchio è infatti già presente sul mercato da qualche anno.

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Il riferimento al termine Château Bordeaux è evidente – può incuriosire – ma cosa si nasconde dietro il nome Châto Brod02?

Beurre de cacahuète, banane, caramel.

Burro di arachide, banana e caramello.

Ed ecco che il mistero è svelato. Molti saranno rimasti delusi, sopratutto dinanzi alla apparente semplicità della ricetta, presentata inoltre attraverso una descrizione così fredda e schietta. Ammettiamolo. Noi vaper non siamo mai contenti. Accantonata dunque ogni speranza di avere tra le mani qualcosa che abbia minimamente a che fare con l’eccellenza vinicola francese, godiamoci Châto Bord02.

Seppur la boccetta e la sua etichettatura non tralasciano alcuna icona o prescrizione sulla sicurezza, incluso il bollino tattile per non vedenti, il lotto di produzione e la data di scadenza sono illeggibili. Tutte le informazioni sono proposte in lingua francese e la grafica dell’etichetta ha una gradevole eleganza.

Châto Bordo2

All’olfatto, l’intensità di quello che sappiamo essere aroma di burro di arachide, trasferisce note vellutate e morbide rinforzote da un delicato ed invitante caramello a sua volta influenzato da note legnose di spicco. L’aroma alla banana è soffocato da questa struttura corposa al punto tale da essere a stento percepibile. Impercettibile. Non si sente proprio và. Già all’olfatto, velature zuccherine articolano l’esperienza rendendola gradevole. Parliamo di un profumo davvero invitante.

Per questo test ho scelto di utilizzare il gioiellino suggeritomi dal collega JokerKappa. Un dripper per la degustazione dotato di un sistema di areazione per noi valido che vi invito a scoprire. Lo Shingen rda. In The Flavourist siamo sempre alla ricerca di atomizzatori di livello che ci permettano di realizzare test e recensioni affidabili e complete.

Drippiamo dunque! La fragranza dell’ingrediente chiave di Cháto Bord02, mixato con il caramello, è di qualità medio alta. Il burro di arachide ha letteralmente conquistato il mercato nel corso degli ultimi anni impegnando produttori di tutto il mondo in numerose interpretazioni e varianti. Non ditemi che non ne avete mai svapato uno, acquistato l’aroma, prodotto ricette casalinghe! Bord02 lo fa da tanto e sicuramente è stato tra i primi marchi europei a metterlo in commercio con questa ricetta ormai alla seconda versione.

toast-con-banane-e-burro-di-arachidi

In questo caso l’intenso gusto legnoso ed amarostico di frutta secca è piacevole. Come detto più volte, per quanto queste interpretazioni siano gradevoli allo svapo, le trovo poco aderenti a quello che realmente è il gusto di burro d’arachide. Capita anche con gli aromi di svariati marchi. Burro di… qualcos’altro. Spesso nocciole e noci pecan, come proprio in questo. Il gusto è molto più corposo ed interessante. Spigoloso se vogliamo e aromaticamente completo, poichè suggerisce assonanze con la buccia o il guscio di diverse tipologie di frutta secca. Il caramello addizionato contribuisce a smussare queste spigolature, la cui legnosità scivola verso una persistenza aromatica gradevole ed amarognola. Ottimo, ma completamente diverso un vero burro di arachide.

frutta secca

Nelle fasi aspiratorie, la cremosità del liquido è accompagnata anche da un lieve gusto zuccherino, anch’esso molto lontano da un fedele gusto di burro di arachide. Ma la banana!? La banana avvolge il tutto, ma ad essere sincero, solo l’esperienza mi permette di individuarla. Indubbiamente l’aroma di banana amalgama molto il gusto e la struttura della ricetta contribuendo alla gustosa cremosità. Purtroppo, come già notato durante l’esame olfattivo, in questo caso non è stato utilizzato un aroma di banana matura (ripe banana), ma un aroma molto classico e freddo che, privo di rafforzi e di una sua percepibile dolcezza fruttata, non emerge sull’intensità aromatica della ricetta.

Un buon aroma lo può facilmente sostituire, ma parlando di e-liquid varrebbe la pena di provarlo. Ad apprezzarlo saranno sopratutto gli amanti dei liquidi tabaccosi. Châto Bord02 ha caratteristiche aromatiche dalla fragranza e durezza perfetta come svapo alternativo a tabacchi classici o estratti.

 

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Pro: Una ricetta intensa. Legnoso e molto soddisfacente. Una persistenza aromatica ben strutturata. Maschia e schietta.

Contro: Buono ma lontanto, volendo fare i difficili, dal reale gusto di burro di arachide.

Brown Sugar (Air Natural Flavors)

Brown Sugar (Air Natural Flavors)

Linea Air

Recensione Aroma: Brown Sugar (Air Natural Flavors) 11 ml
Lotto: art. 11
Data scadenza: 06/2018

Base utilizzata: 50 PG – 50 VG
Nico: 3 mg/ml

Devices: VpBox XVI + Origen Little (kantal 0.32) 1.10 ohm con cotone organico giapponese.

Rx200 + Magma acciaio 316L 0.46mm 25awg) dualcoil 0.16 ohm con cotone organico giapponese.


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Non Potevamo ovviamente farci mancare un bel test anche su Brown Sugar. Un T.Cream della Linea Air by Vapor Cave testato a diversi stadi di maturazione.

TCream Brown Sugar

La descrizione del marchio, rintracciata sulla loro pagina facebook ufficiale, confermata da shop on line, così lo descrive al pubblico:

Base di tabacco Kentucky con aggiunta di estratto di caramello, miele e mandorle (torrone). Mix avvolgente, intenso e cremoso.

Ma sarà vero? Dall’esame olfattivo dell’aroma puro, come della sua diluizione dopo settimane di attesa, quello che emerge non è altro che un opaco sentore di tabacco influenzato da una distintiva e piacevole nota di zucchero di canna e burro. Caramello, miele e mandorle… stò torrone non mi è chiaro da dove salti fuori.

Sono piuttosto atterrito! Brown Sugar sarebbe un tabacco al torrone!?

Ho così voluto testare quanto diluito e lasciato “maturare” con 2 setup parecchio diversi tra loro. Inizierò questa recensione con il sistema bottom feeder esposto nella intro.

Allo svapo, inutile dirlo, sono più che confermate le note già descritte dall’esame olfattivo. In particolare la nota di burro sembrerebbe essere l’unica in grado di veicolare piacevole cremosità in un mix al tabacco piuttosto anonimo. Sullo sfondo emerge una lieve nota vanigliata che mitiga l’aroma zucchero di canna rendendolo aggraziato e profumato.

Il Kentucky, a potenze modeste, è vagamente percepibile, totalmente sommerso da burro e zucchero di canna. Un mix piacevole in fondo, ma che ci racconta poco o nulla di una esperienza tabaccosa. Peccato.

Non emerge di questo aroma quella qualità Vapor Cave che, parliamoci chiaro, spinge all’acquisto. Tutto è in quel “by Vapor Cave” in etichetta.

Provando ad alzare la potenza, lo zucchero di canna modifica la sua resa aromatica virando verso assonanze che, in ogni caso, non possono giustificare quanto ritratto nella sua descrizione. Un torrone non si crea dal nulla. Le “assonanze aromatiche” non fanno una descrizione.

zucchero_canna

Resta il piacere di un liquido interessante, ma che non riesco, con questo setup, a collocare nel genere tabaccoso. Proprio questo lo trovo un “difetto” importante.

In aspirazione il gusto di zucchero di canna, deciso ed intenso, si esprime con misurata dolcezza. Una dolcezza vanigliata. E’ in questa fase che dovremo intercettare la leggera sfumatura del Kentucky. Espirando, una lieve nota burrosa tenderà ad arrotondare il gusto, ammorbidendolo. La persistenza aromatica è molto leggera e di scarsa durata. Cedendo all’impulso di una svapata compulsiva, Brown Sugar tende a seccare la bocca, pur apportando, durante le boccate, una sua caratteristica umidità amarostica. A lungo andare, come detto, la bocca si secca favorendo l’insorgere di retrogusti anonimi che andremo a coprire con un nuovo tiro, sino a stancarci. Alla lunga è quello che succede.

La resa dell’aroma allo zucchero di canna, ad onor del vero, è di alto livello. Molto realistico. Fedele a quanto da noi utilizzato in cucina. Si esprime attraverso velature di burro e vaniglia, decise ed amaricanti, che offuscano purtroppo il Kentucky.

Le lievi note burrose e vanigliate, insite nell’aroma, sono forse la causa un “delitto aromatico” che non mi sento di poter perdonare. Portano grazia al mix ma pugnalano il rude tabacco, arricchendolo, impreziosendolo troppo.

Con questo setup, cauto e pensato per godersi l’essenza tabaccosa, il Kentucky è paradossalmente una lieve nota caratterizzante del predominante aroma allo zucchero di canna. Esattamente l’opposto di quello che mi sarei aspettato. Immagino la stessa aspettativa di molti.

Cambiando device, atom e setup (vedi intro), testo un range di potenze tra 24-32w. È un test, sia chiaro.

A potenze variabili, in generale, le note amaricanti prendono maggior corpo legando il percepito aromatico alla nota tabaccosa. Il Kentucky, scaldandosi, appare maggiormente presente. Secco, ma finalmente presente. L’insinuarsi di lievi accenti acidi, favorisce la percezione del tabacco. Dualcoil, se usato con buonsenso, significa anche doppia vaporizzazione. Infatti, la costruzione aromatica complessiva, acquisisce maggior carattere e mascolinità. Quello che serviva era evidentemente una camera di vaporizzazione più ampia. Ed ecco che anche le note vanigliate intercettate si oscuriscono allineandosi meglio al gusto tabaccoso.

L’aroma si dimostra più deciso. Non fraintendete. Il torrone non si è magicamente materializzato. Ma le note amarostiche e l’effetto dello zucchero di canna portato a maggiori temperature e veicolato attraverso areosità più generose del dripper in uso, ci portano molto vicini ad una senzazione di caramellizzazione dell’aroma. Le note burrose percepibili già dall’esame olfattivo, ora favoriscono l’illusione di un caramello aspro misto a Kentucky. Le velature vanigliate meglio si combinano con il secco Kentucky regalando accenti di gradevole acidità allo svapo. Parlare però di miele e mandorle mi pare davvero troppo. Lo zucchero di canna, seppur ottimo, resta il vero ingrediente.

Mantenendosi attorno ai 24-28w, limitando leggermente l’areosità, ho l’impressione di aver realizzato quanto forse nelle aspettative del produttore. Ambizioni che però non condivido a pieno. Troppo sofferta la ricerca della nota tabaccosa.

Anche questo T.Cream permetterà a molti di avvicinarsi al mondo dei macerati di tabacco, ma proprio il tabacco sembra messo in ombra.

Le recensioni di The Flavourist seguono un rigido schema analitico. Chi legge non può accorgesene, ma le matrici di valutazione che utilizziamo sono parecchio complesse ed articolate. Il risultato, l’articolo della recensione, è una forma più vicina ai nostri lettori per rendere più comprensibile il responso finale che vedete sotto forma di icona. Quello con le goccie in fondo ad ogni recensione di The Flavourist.

La recensione di Brown Sugar ci permette di svelare che, la fedeltà della descrizione del produttore al percepito risultante dai nostri test ha un peso significativo nelle nostre valutazioni. Seppur in termini di gusto, adeguatezza, aromaticità e via dicendo, siano molti gli aspetti sotto analisi.

È con questa precisazione, destinata ai nostri più attenti lettori, che The Flavourist rilascia il suo responso per Brown Sugar della Air Natural Flavors.

Diluizione consigliata: 10-12%

Tempi di maturazione: suggerisco un primo assaggio dopo pochi giorni. Per una esperienza più tabaccosa attendere almeno 20 giorni come sugerito dal produttore.

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Pro: Un ottimo aroma allo zucchero di canna. Qualitativamente perfetto, ma ci aspettavamo altro.

Contro: Non del tutto fedele alla descrizione proposta, alla promessa con il consumatore. Non è il tabacco Vapor Cave l’ingrediente principe di questa ricetta. Troppo sofferta la ricerca dell’essenza tabaccosa.