Pancake Man (Vape Breakfast Classics)

Pancake Man (Vape Breakfast Classics)

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Recensione Liquido Pronto: Pancake Man (Vape Breakfast Classics) 60 ml

Lotto: n.d.

Nico: 3 mg/ml

Base dichiarata:  80 VG – 20 PG (non riportato sulla confezione)

Data scadenza: n.d.

Devices: Rx200 + Griffin 25mm dualcoil (acciaio 316L 0.46mm 25 awg) 0.22 ohm con cotone organico giapponese.

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Vape Breakfast Classics è un marchio, una linea di e-liquid, prodotta in USA ispirata ai grandi classici della colazione americana. Un genere che stà letteralmente spopolando, ormai da tempo, nel settore svapo e che annovera interessanti marchi che hanno deciso di concentrare le loro produzioni all’unione di due mondi paralleli. Cloud Chasing e Flavor Chasing. Beh, ci provano.

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Il confezionamento del Pancake Man, i gadget in esso presenti, ci racconta dello stile promozionale americano in questo genere di prodotti. Di questo desiderio di fidelizzare, lasciandoci immaginare un infantile culto, per noi feticistico, che va ben oltre il puro collezionismo. Poi ci si meraviglia quando “qualcuno” ha da obiettare sull’aspetto sul mercato di prodotti contenenti nicotina. Sorvoliamo.

L’esame olfattivo di questo prodotto rende a dir poco l’esperienza invitante, lasciando presagire un gusto e note, speriamo, allo svapo altrettanto vivide e cariche di gusto. Il percepito è contraddistinto da una cornice straordinariamente dolce e fresca imputabile all’uso di un chiaro sciroppo d’acero, alle quali non manca una consistenza in grado di rievocare una piacevole fragola a guarnire diffuse note tutto sommato aderenti ad un realistico pancake tra sfumature leggerr di vaniglia in contrasto. Realistico? Insomma… a me sembra troppo intenso!

Fresh and homemade pancakes topped with cream and strawberries.

L’ispirazione del grande classico americano proposto da Vape Breakfast Classics è tutto in questa immagine. Il pancake non è di certo una escusiva della colazione americana. E’ usato in tutto il mondo e talvolta il suo impasto si differenzia, di casa in casa, di continente in continente, pur essendo in voga l’uso di liquidi e polveri già pronti. Anche il metodo di cottura può modificarne forma e sostanza. Un Waffle è cosa ben diversa. L’impasto è simile. Il pancake, ben fatto, è più umido al suo interno. Esternamente solo dorato e quasi sempre al limite del poco cotto. Non esiste un vero e proprio canone. Il pancake lo si può guarnire con qualsiasi cosa. Gli eccessi e i pastrocchi divertono sempre.

Ho avuto già modo di testare Pancake Man su Velocity e Kennedy, ma per questa recensione sono davvero curioso di scoprire come si comporta su Griffin 25 con top air. Giochiamo con l’areosità e soprattutto i watt.

I primi tiri mi permettono di rodare la coil e pian piano il gusto di Pancake Man si fa sempre più limpido e dolce. A 50w il mix tra sciroppo d’acero e fragola, in una colossale apoteosi di dolcezza vanigliata esprime effettivamente con discreta credibilità quello che potremmo definire un pancake iperstrutturato.

È quasi impossibile resistere alla tentazione di lunghe sessioni di svapo e i consumi del Griffin mi portano in pochi minuti ad un nuovo refill.

Abbassando di potenza posso ora, con la dovuta calma, indagare con maggior attenzione attraverso la persistenza aromatica di Pancake Man. Emergono significativi dettagli, sopratutto espirando il vapore con maggior lentezza.

Lo sciroppo d’acero e la fragola mi sembrano, attorno ai 40w, ora meglio dosati. Legano perfettamente con la simulazione dell’impasto pancake, seppur sia per me chiara una correzione di etanolo ed etilmaltolo (pochissimo) per simulare l’effetto della cottura di un impasto dolcissimo, caratterizzato da una vaniglia poco invadente e sfumature ben armonizzate di cannella. Una chicca.

Pancake Man mi sembra molto piacevole, seppur differente, anche se svapato a più docili temperature. Acero e fragola, in questo sciroppo ultradolce, sono ben presentati e credibili, eppure qualcosa non mi torna. Una pausa di qualche minuto, una sorsata d’acqua, l’ennesimo refill.

Pancake Man è un ottimo liquido, in un panorama vasto ormai di eliquid che giocano nel simulare ormai di tutto. Riferirsi alla “colazione americana” poi così innovativo infondo non è, ma il mio personalissimo problema ora è un altro. Per rispetto dei nostri lettori, devo concedermi una piccola riflessione.

Cosa distingue, nella sostanza, un liquido al cereale da un liquido al churro, uno al krapfen da uno al waffle. E il pancake? Uso e quantità di vanillina. Utilizzo o meno di sciroppo d’acero e frutta rossa. Quota di etanolo, pentanedione e acetoina. Nomero e tipologia di dolcificanti. Inezie infondo, nella logica di una miscela di elementi in cui l’industria alimentare, sopratutto americana, è sovrana. Lo svapo ne è la sua esaltazione: zero sostanza e solo aroma. Grassa Simulazione.

Una simulazione, affidata in gran parte al nome scelto per contraddistinguere questa ricetta, in cui Vape Breakfast Classics è riuscita benissimo. Possiamo dirlo. Al punto tale che le aspettative iniziali sono superate dalla aromaticità e dolcezza di questo prodotto. Un pancake, per quanto tu lo possa farcire, non ha questa potenza aromatica.

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Pro: E’ completo e potente allo stesso tempo. Perfetto per uno svapo divertente e che assecondi il desiderio di dolcezza che in questo momento il vaper esige. Stabile e qualitativamente ben strutturato.

Contro: Non rispecchia in maniera credibile un pancake guarnito. E’ troppo… forse.

Unicorn Milk (CuttWood)

Unicorn Milk (CuttWood)

Recensione Liquido Pronto: Unicorn Milk (CuttWood) 16,5 ml

Lotto: 091515-36
Nico: 3 mg/ml (0,3%)
Data scadenza: n.d.

Devices: IPV mini 2 + Bellus dual coil 0,42 ohm (Kantal D 0,40mm) con cotone organico giapponese.

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La boccia di Unicorn Milk in mio possesso non contiene nessuna informazione sulla data presunta di scadenza e nessun bollino tattile di pericolosità per gli amici non vedenti. In realtà non contiene molto altro, ma ormai questo lo sapete già.

CutWood descrive così questo liquido pronto dalla storia particolarmente controversa:

A perfect blend of enhanced strawberry extract and four unique fresh creams.

Una perfetta miscela di estratto di fragola rinforzato e quattro creme fresche uniche.

Ma qual’è la storia particolarmente controversa a cui alludevo!?

Il primo lotto di produzione di Unicorn Milk, andato a ruba presso tutti gli shop americani, conteneva una formulazione diversa dalla attuale. Questa formula conteneva biossido di titanio! Una sostanza particolarmente tossica (informatevi) che era contenuta in un colorante utilizzato, così si sostiene, solo nei primi lotti di produzione.

I produttori, in seguito ad un vero e proprio scandalo, hanno dichiarato di aver operato in buona fede e l’attuale formulazione dell’Unicorn Milk, precisiamolo, a detta loro, ne sarebbe privo. Cambiato nel gusto, cambiato nel colore.

Magari era meglio!? L’esame olfattivo svela una energica zaffata di crema pasticcera spinta magistralmente da un acido e yogurtato sentore di fragola.

Allo svapo la crema appare ben legata con sentori di panna e yogurt alla fragola. Ah… la fragola! Un acido e plasticoso aroma dozzinale che solo vagamente può ricordare l’adorato frutto. Ma stavolta, lo yogurt riesce a riqualificarlo e presentarcelo come un credibile yogurt o meglio un milkshake fragoloso… acido!

Ma saranno queste le quattro fresche creme di cui parlano? E l’estratto rinforzato alla fragola?

Lo svapo si trasformerà a qualsiasi potenza un combattimento aromatico tra crema pasticcera, sentori di uovo e fragola acidella. E’ indubbiamente un liquido che, ad ogni modo, si lascia svapare con piacere, ma che inevitabilmente, al lungo andare risente dell’innalzamento delle temperature quando decidiamo di superare, con setup simili al mio, i 30w.

Per quanto ci possa sembrare divertente, oltre i 30w, questo Unicorn Milk si trasforma in un aroma plasticoso di fragola rinsecchita. La stessa vaga illusione di latte, svanisce.

Riducendo la potenza le note acide si affievoliscono invece e la fragola, ormai nota al nostro cervello, si ripresenta come una fragola non ancora abbastanza matura ma… “che ci vuoi fare… avevamo fretta e ci è venuto così”.  Alibi. Ridateci il biossido di titanio! In america erano tutti impazziti ed ora invece piace solo agli europei.

Cambi di formule, scandali e cosa ci resta? Un decente e vaposossissimo pastrocchio alla fragola acerba che vorrebbe essere un estratto. Ne hai di strada da fare, mia cara CuttWood!

Unicorn Milk è il miglior CuttWood mai miscelato a mio modo di vedere e sentire. Avrei voluto provarlo nella versione con biossido di titanio. Meditate gente.

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Pro: Meno peggio di qualsiasi altro CuttWood.

Contro: Meno chiacchiere e più qualità. Non sarebbe stato difficile produrre qualcosa di meglio.

Duchess Reserve (Kings Crest)

Duchess Reserve (Kings Crest)

Recensione Liquido Pronto: Duchess Reserve (Kings Crest) 30 ml
Base dichiarata: n.d.
Lotto: n.d.
Nico: 6mg/ml (0,6%)
Data scadenza: n.d.

Devices: IPV mini 2 + Bellus dual coil 0,34 ohm (Kantal D 0,40mm) con cotone organico giapponese.

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Ci troviamo dinanzi ad una boccia da 30ml particolarmente bella. Percarità. Ne abbiamo già viste tante uguali, ma hanno sempre un certo fascino. In vetro verniciato nero. Impenetrabili. Con una chiusura di sicurezza che funziona bene, come funziona alla grande anche la pipetta.

Sulla boccia, come vedete dall’immagine, è applicata unicamente l’etichetta adesiva che, oltre al logo Kings Crest, riporta la gradazione di nico e il nome del prodotto. Duchess Reserve. A ben guardare, sul perimetro destro dell’etichetta, in piccolo, apprezziamo questa scritta: “18 + Prop 65 This product contain chemicals known to the state of California to cause cancer birth defects or other reproductive harm“. Ovvero: “18 + Prop 65 Questo prodotto contiene sostanze chimiche che per lo stato della California possono causare difetti alla nascita, tumore o di altri danni riproduttivi”. Una obbligata citazione pretesa dallo Stato della California. E noi? Null’altro è presente in etichetta!

Avviamo questa recensione dicendovi che quanto ho per le mani, il Duchess Reserve, è la versione Reserve del “Duchess”. Un liquido vincitore della categoria Custard e Creme al Vape summit 2013. E Kings Crest, proprio con il Duchess Reserve, che ne è la riedizione,  vince anche al Vape summit 2014. Ma quanto sono bravi!? Tantissimo! Vediamo se è vero.

Il Duches Reserve, infatti è così solitamente descritto in rete:

Duchess Reserve by King’s Crest is here!! King’s Crest, the creators of the award winning line at Vape Summit II has done it again with Duchess Reserve!! King’s Crest has won yet again for their amazing flavor, Duchess Reserve at Vape Summit IV a year later! Let us tell you, this flavor is absolutely a must if you love dessert vapes and all things fantastic. Duchess Reserve is the amazing Duchess (a tres leches cake) you know and love with a few added ingredients that make it fuller and richer.

Duchess Reserve di King Crest è qui !! King Crest, i creatori della premiata linea al Vape Summit II si ripete con Duchessa Reserve!! King Crest ha vinto ancora una volta per il loro gusto incredibile, Duchessa Reserve al Vape IV Summit, un anno dopo! Lasciate che vi dica, questo sapore è assolutamente un must se amate lo svapo da dessert e cose fantastiche. Duchess Reserve è l’incredibile duchessa (una torta tres leches) che conosci e ami con pochi ingredienti aggiunti che la rendono piena e più ricca.

L’esame olfattivo è particolarmente piacevole ed il denso liquido dal colore ambrato sprigiona…

Premetto subito che per liquidi di questo genere (approfondiremo) è buona prassi assicurarsi una attenta pulizia dell’atom ed una corretta rigenerazione dei propri sistemi. Questo liquido è stato testato anche su Magma (dripper), ma ho deciso, per mia comodità di realizzare la mia solita recensione in “presa diretta” con Il Bellus, che ultimamente preferisco come sistema da degustazione. Qualche significativa differenza tra i due sistemi (molto diversi per specie) comunque influenza la percezione aromatica. Ne accenneremo.

Allo svapo, l’identità e il carattere del Duchess Reserve si rivelano senza alcuna perplessità. Una torta, tre latti (tres leches), delicata nei sentori dolci, ma che rivela una leggera ombra di maggiore carattere che rende il gusto deciso e molto più mascolino di quanto potremmo immaginare. Questo gusto, all’apparenza molto armonico si conclude con una leggerissima e quasi impercettibile nota di fragola matura yogurtata.

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L’immagine che vedete rappresenta (quasi) alla perfezione quello che stò svapando. Fragolina compresa. Come vedete il pan di spagna non è secco, ma è intriso di una bagna al latte e in questa versione, la Reserve, viene resa lievemente ambrata. Si ma da cosa? Note particolarmente alcoliche non sono percepibili, ma a lungo andare lo scopriremo. Il gusto di pan di spagna è sfuggente e trovo questo aspetto particolarmente piacevole. E’ sufficiente a dare consistenza alla tipicità di questo desset. Un gusto semplice.

Le creme al latte sono efficaci a rievocare un dolce che può essere interpretato, come ricetta, in modi diversi. Non esiste un canone rigido. Nella ricetta originale, la frutta non sarebbe neanche prevista. Più spesso, come in questo caso, la Tres Leches viene interpretata con la fragola. Talvolta si utilizzano anche kiwi, o albicocche sciroppate, uva e varie composte di frutta. Ma si tratta sempre di un piccolo tocco, quasi solo decorativo.

Il gusto di latte condensato, yogurt e fragola è sicuramente accompagnato anche da una crema vagamente custard. Ormai onnipresente! Ma la versione Reserve del Duchess è fatta proprio così. E’ in questo che si palesa quel carattere ombroso e mascolino a cui accennavo. Ma è anche vero che non è corretto definirla una custard. Sarebbe un grave errore.

Notiamo come la fragola sia associata ad un sentore cremoso di yogurt e panna. Proprio questi aromi si lasciano controllare da quella che abbiamo appena definito come una ombreggiatura dalla parvenza lievemente alcolica non ben definita. Diamone una definizione allora. E’ Brown Sugar associato a yogurt,  fragola e crema. Purtroppo per King Crest, questo è ormai diventato un trucchetto superato e anche noiosetto.

Gustando questo liquido con tiri profondi e prolungati, sarà difficile non notarlo. Lo troviamo in tantissimi liquidi ed aromi. A seconda delle associazioni riesce a portare risultati differenti. Talvolta tostati, talvolta ombreggianti di note acide, talvolta caratterizzante per creme e frutta secca o come esaltatore della tostatura del caffè. E’ un ingrediente, un correttore.

Tutto ciò è percepibile con uno svapo compulsivo e a potenze superiori ai 20w. Suggerirvi uno svapo più sereno, in questo caso, mi pare eccessivo. Alle basse temperature, non vi sono particolari sfumature aromatiche da presenzare. Ma è pur sempre un marchio pluripremiato e trovo giusto trattarlo con rispetto.

Il liquido, resti inteso, è assolutamente gradevole, ma non mi sembra poi così ben bilanciato. Potrebbe essere proprio questa la caratteristica del premiato Duchess Reserve, quella che lo rende diverso dal premiato Duchess. Premiato, premiati… ma và! E’ buono. Vi basta!? Il Duchess, da cui deriva questa versione Reserve, pare sia più leggero e delicato. Evidentemente più banale. Non l’ho provato.

Se svapato su Magma, il carico aromatico del Reserve si irrobustisce notevolmente rispetto ad un Bellus in dual coil. Su quest’ultimo però il gusto è molto più delicato e piacevole. Le note yogurtate, seppur lievi, sembrano essere ben calibrate. Non ho avuto modo di provare, ma non escudo che su mesh la resa, a basse potenze, possa essere aromaticamente superiore. Tutto sembrerebbe suggerire le basse potenze, eppure il Duchess Reserve esprime un vapore veramente molto gradevole. Tutta colpa insomma dell’uso maldestro di quel Brown Sugar.

Il mio è un liquido a 6mg/ml (0,6%). Svapato in dualcoil non sembra trasferire un’hit adeguato. Molti liquidi pronti dolci riescono comunque ad assecondare la necessità di hit. Nel caso del Duchess Reserve potremmo restare delusi.

Una maggiore astuzia, e forse ricerca, avrebbe reso la ricetta più inedita allo svapo, caratterizzando la versione Reserve in modo diverso. Le mie “remore” si fermano qui. Kings Crest è indubbiamente un marchio interessante.

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Pro: Particolarmente gradevole allo svapo. Bilanciato entro temperature accettabili. La leggerissima, ma fragile, nota di fragola è indubbiamente sinonimo di maestria nel dosaggio dei carichi aromatici.

Contro: Poca hit. Nonostante l’alto standard qualitativo, non lo trovo esaltante. Quando – come per un liquido americano – i mercati di sbocco guardano al mondo intero, sarebbe buona prassi non preoccuparsi unicamente delle regole vigenti nel proprio, piccolo, staterello. Un succo di frutta californiano, conterrebbe maggiori indicazioni di questo liquido contenente nicotina!

 

 

Churrios – The Milkman (The Vaping Rabbit)

Churrios – The Milkman (The Vaping Rabbit)

Recensione Liquido Pronto: The Vaping Rabbit – Churrios – The Milkman  30ml
Base dichiarata: 99vg
Lotto: TVR2-0092 08/29/15 BOT0421
Nico: 6mg/ml
Data scadenza: n.d.

Devices: IPV mini 2 + Bellus 0,46 ohm (Kantal D 0,40mm) con cotone organico giapponese.

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Mi piace ricordare spesso questo aspetto. The Milkman, pur essendo un marchio, in realtà contraddistingue una linea prodotta dalla The Vaping Rabbit .

Un’azienda attiva in Los Angeles California di Barbara Villegas.  L’attuale titolare decise un giorno di fondere due attività, un narghilè bar e una gelateria, quando avviò la sua passione per lo svapo. Non si tratta di un colosso, ma Barbara ha saputo indubbiamente legare sapore, qualità, resa aromatica e principi base del marketing a proprio favore.

Dinanzi a così tanto impegno ed attenzione alla grafica, al packaging, purtroppo dobbiamo rilevare una certa scarsità di informazioni a favore del consumatore. Come potete apprezzare dall’immagine, il Churrios, come tutti i The Milkman, viene fornito di un pack che ricorda la classica confezione di cartone del latte. Un pack molto bello ed incentivante di cui approfondiremo in seguito. Al suo interno la boccia è inserita in una bustina per evitare spiacevoli versamenti di liquido. Apprezzabile.

La boccia è in pet di colore bianco. Impossibile verificarne la quantità. La chiusura child proof sembra funzionare bene. La pipetta, valida, ho dovuto riposizionarla, come spesso avviene, ma direi nulla da eccepire. Purtroppo però sulla boccia solo testi striminziti, nessuna icona, per indicare precauzioni ed avvertenze al conumatore. Nessun bollino tattile per non vedenti. Nessuna data di scadenza. Il sito del produttore, o qualsiasi riferimento, non è riportato sulla boccetta. Male. Sopratutto per il bollino tattile per non vedenti. Un investimento da poco, ma veramente molto importante per un ipovedente.

Lo so. Sono noiosissimo quando vi parlo di quel bollino. L’umanità è una regola non scritta, ricordatelo.

Il seducente e simpatico pack, su una delle sue facce, riporta una illustrazione di un Churro e sinteticamente descrive il Churrios. Poco sotto appare in piccolo il logo di The Vaping Rabbit e di seguito, piccine piccine, delle avvertenze e la vaga citazione degli ingredienti. Nella faccia posteriore del pack, la intravedete nell’immagine, una illustrazione riporta un giochino. Si tratta di un labirinto. Dovete fare in modo che il furgone raggiunga la cassetta della posta. Vabbè.

Ma di cosa stiamo parlando? Ecco come The Vaping Rabbit narra la sua creazione, Churrios:

The Milkman is back with a brand new flavor! The geniuses behind The Vaping Rabbit line of premium e-juice are taking us all on a journey to yet another level of vaping with Churrios. The Milkman has taken warm, fluffy churros sprinkled with sugar and cinnamon, and covered them in that signature fresh milk you’ve come to know and love, delivering yet another truly sensational flavor right to your taste buds in a delicious, vapable, MAX VG bottle. Well balanced and extremely delicious, Churrios delivers you a perfect vaping experience worthy of being an all-day-vape, 30ml at a time.

Il lattaio è tornato con un gusto nuovo di zecca! I geni dietro la linea The Vaping Rabbit premium e-juice ci conquistano in questo viaggio verso nuovi livelli di svapo con Churrios. Il Lattaio ha preso caldi, soffici churros cosparsi di zucchero e cannella, e li ha firmati con quel latte fresco che sei arrivato a conoscere e amare, offrendo un altro sapore, davvero sensazionale, per le vostre papille gustative in un delizioso, svapabile, MAX VG. Ben equilibrato ed estremamente delizioso, Churrios offre una perfetta esperienza di svapo, degno di essere un all-day-Vape, 30ml alla volta.

Ed ammetto di essermi un po arrampicato sugli specchi con questa traduzione, per quanto fosse facile inuirne senso e significato. Presunzione, innanzitutto.

Ma cosa sono i “churros”?

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I churros sono un dolcetto tipico della cucina spagnola e sud americana a base di una pastella fritta spolverata di zucchero e talvolta cannella. Sopratutto in Spagna, i churros, vengono consumati assieme al caffè mattutino, cappuccino o cioccolata calda e possono anche essere accopagnati con varie creme. Mai servire o gustare un churros che non sia stato preparato (fritto) da poco. In america latina, il churro accompagna varie festività legate alla fine dell’anno, ma anche alle differenti forme di carnevale, o giorno dei morti, che di stato in stato è possibile vivere.

All’esame olfattivo il liquido, denso, rilascia tutti i tipici sentori di un originale e casalingo impasto per churro. Fenomenale… eppure… eppure notiamo un sottilissimo sentore di vaniglia, invitante, tanto quanto leggerissima e non aggressiva è la cannella.

Allo svapo, la sensazione propria di pasta fritta, zuccherata e spolverata di cannella, non lascia spazio a dubbi. Si tratta di un credibilissimo Churro. Sin dalla prima aspirazione, ne percepiamo impasto e fragranza, veicolato da sentori cremosi ben bilanciati di latte. L’atom inizia a scaldare ed è proprio in questo momento che i sapori diventano più concreti e definiti. Il Churro rivive nella sua più saggia espressione… appena fritto… da poco asciugato… da poco spolverato di zucchero e cannella. Inzuppato di latte? Forse questo è troppo, ma un qualcosa che lo possa rievocare in qualche modo, lo percepiamo.

Non troppo dolce. Non troppa cannella. Nessun sentore alcolico. Una vanillina lievissima. Nessun errore classico è stato commesso. Non si tratta di una rievocazione sui generis, bensì di perfezione allo stato puro!

Troppo facile abbozzare una custard. Troppo facile simulare una caramella. Troppo facile fare mischioni a caso.

The Vaping Rabbit ha lavorato sicuramente con cuore e passione, replicando quanto cultura e natura immortalano come grande classico di un esperienza di viaggio, di un gesto quotidiano, di un gusto legato all’infanzia che nessuno vorrebbe farsi mancare. Una sfida, riuscire a rievocare tali sentori. Un piacere svaparlo.

Churrios è golosissimo senza essere stucchevole o eccessivamente persistente. La sensazione di pasta fritta dolce è impeccabile. Il latte, cremoso e pannoso, sarà percepibile in maniera netta solo portando l’atom a certe temperature. Nulla di eccessivo si intenda.

Il vapore è ricco di aroma, ma se devo essere sincero, parlando di solo vapore, abbiamo sicuramente svapato di meglio. Questo si presenta indubbiamente copioso, ma poco denso. Eppure il liquido è spacciato come full vg. La boccia indica un 99%vg, addirittura. Il motivo è semplice. Sono bravi tutti a fare un liquido full vg aromatizzato oltre il 30% (principalmente glicole propilenico). La vaporosità del Churrios è pari ad un 70vg + 30pg. Benvenga per l’aroma.

L’aroma latte è restituito con una fedeltà pari ad una caramella “Galatina”, ma non è assolutamente la nota principale di questo liquido. Difficile isolarla durante lo svapo. I più sensibili noteranno a lungo andare delle note tipiche di uno yogurt. Uno yogurt indubbiamente privo delle sue note più accentuale o acide. E’ la dolcezza controllata a caratterizzare e valorizzare questo liquido. Perfettamente aromatizzato e modulato con note del calibro diverso.

Un dolcetto così semplice e spartano, meraviglia allo svapo, circondato da tante banalità mal interpretate da numerosissimi marchi. Parlavamo di presunzione, parlavamo di immagine e di apparenza… diamo atto a The Vaping Rabbit, di aver saputo creare qualcosa di superbo. Di averlo fatto attraveso piccoli ed eleganti artifici aromatici che solo via via è possibile ravvisare.

Solitamente, i marchi che ci propinano liquidi rievocanti caramelle o cereali aromatizzati, si limitano a bombardarci senza grazia con i soliti aromi e le solite ricette. Con questo non voglio di certo dire che Churrios nasconda formule segrete o che contenga estratti particolarmente pregiati. Assolutamente nulla di tutto questo. Il liquido che svapo oggi è la dimostrazione palese di quanto un lavoro di ricerca e sviluppo possa portare i suoi frutti e dimostrarsi apprezzabile per la fedeltà dell’aroma riprodotto senza dover raccontare troppe storielle.

La bontà e la naturalezza passa attraverso cose semplici. Sono proprio queste a meravigliarci e a trasferirci emozione.

Lo consiglio sicuramente, certo che anche chi non ha ben inquadrato cosa sia un Churro, lo possa apprezzare. E che chiunque possa a sua volta paragonarlo a tanta robaccia, allo stesso prezzo, proposta in Italia o all’estero. Non mi piace vederlo come un “all day” francamente. Tantomeno pomparlo come un full vg. E’ un liquido svapabile tranquillamente con un buon atom rta da sub ohm, non necessariamente un dripper. Assicuratevi un tiro modulabile e preferite una dualcoil senza eccedere nella potenza. Churrios tiene bene le temperature, ma vi suggerisco di svaparlo con tiri lunghi e pieni, senza fretta.

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Pro: Fedelissimo a quanto indicato in descrizione. Il liquido si tiene ben distante dai classici errori riscontrabili in numerosi liquidi di genere dolce o cremoso.

Contro: Packacing ricercato e divertente. Di gusto. Purtroppo non riporta informazioni utili ad individure il produttore o comunicare al consumatore, in modo immediato, alcune delle principali prescrizioni sulla sicurezza. Gradiremmo vedere una data di scadenza, al posto della data di produzione assieme al codice del lotto. Se questo non è un problema per il mercato americano, lo è invece per quello europeo. Come nel mercato delle auto, o degli elettrodomestici, per non parlare degli alimenti, destinare un prodotto ad un mercato diverso dal proprio comporta qualche piccolissimo sforzo.